Un cuoco per bambini disabili – Pluri-stellato Antonio Guida

Essere famosi, non vuol dire essere belle persone. Infatti essere belli entro significa credere nella possibilità del bene, e la storia di oggi racconta proprio come un uomo di successo possa anche essere un grande uomo nella vita.

Nato e cresciuto in Puglia, lo chef Antonio Guida ha viaggiato in Europa e in Asia, lavorando in cucine blasonate del calibro di Pierre Gagnaire a Parigi, Enoteca Pinchiorri a Firenze e Don Alfonso a Sant’Agata sui due Golfi. Due le stelle ottenute, nel 2004 e 2010, dirigendo le cucine del prestigioso ristorante sul promontorio del Monte Argentario, seguite poi dalle tre forchette attribuite dal Gambero Rosso. Nel 2015 Antonio Guida è approdato al Mandarin Oriental, Milan.

Da qualche anno colalbora con un associazione che sostiene i bambini al di sotto dei 12 anni con diversi problemi. Lui stesso in un intervista al quotidiano La Repubblica  racconta: “È successo l’anno scorso, sono finalmente riuscito a visitare gli spazi dell’associazione dove ho visto situazioni che non ho parole per raccontare. Bimbi con diversi gradi di difficoltà, non solo motorie, costretti a diversi stadi di dipendenza. È scattata lì, l’urgenza e la gran voglia di fare qualcosa. Perché l’associazione vive quasi esclusivamente di autofinanziamento e sostiene costi folli per garantire l’inclusione anche di quei bambini e di quelle famiglie che non possono permetterselo. 

In una parola vive di donazioni”. Un Guida insolitamente loquace, continua: “Abbiamo organizzato una cena al Mandarin lo scorso anno. Un’altra la faremo a ottobre, con lo stesso scopo, raccogliere fondi. Ma ho capito che non basta, il palcoscenico si spegne nello spazio di una sera. 

C’è bisogno di un progetto continuativo in grado di avvicinare le persone al mondo della disabilità. E allora mi sono passate in mente come in un film tutte le volte che la gente mi chiede una foto o un autografo. A quanto mi stranisce ogni volta. Ho capito che potevo approfittare di questo momento magico di cui il nostro mondo gode, per dargli un senso”. 

“Ho pensato di mettere a disposizione l’unica cosa che credo di saper fare, cucinare, e il tempo di cui dispongo, la domenica”. Detto, fatto. Luciana Lombardi, conosciuta sui lidi di Porto Ercole ai tempi de Il Pellicano, ci ha messo il tempo di un amen per condividere l’idea e lo spazio domestico. Idem i colonnelli Federico Dell’Omarino e Nicola Di Lena, brigata che vince (da quindici anni al fianco di Guida, ndr) non si cambia. Lesto alla chiamata alle armi anche Manuel Tempesta, restaurant manager del Seta. Fonte: https://www.repubblica.it/sapori/2019/07/17/news/antonio_guida_lo_chef_stellato_dal_cuore_grande_che_apre_casa_e_cucina_per_beneficienza-231326548/

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Un pensiero su “Un cuoco per bambini disabili – Pluri-stellato Antonio Guida

  1. Non è giusto ” fare di tutta l’erba un fascio”, come si suol dire.
    Di solito, però, le persone famose, che sono anche ricche, e che sono vissute sempre negli agi, senza mai desiderare niente, si mostrano poco sensibili ai problemi e alle necessità della gente bisognosa o sofferente.
    Tra questa gente ci sono i disabili, specialmente i bambini disabili.
    Spesso questi, non solo sono costretti a vivere in situazioni di difficoltà, più o meno gravi, a causa di disabilità motorie e/o mentali; ma si trovano, anche, nella impossibilità di ricevere tutte le cure e le attenzioni di cui hanno estremo bisogno. E questo succede per il fatto che appartengono a famiglie disagiate, che hanno problemi economici e che non sono in grado, quindi, di affrontare le spese necessarie per la cura dei loro figli.
    Ma, la storia del cosiddetto “Cuoco per bambini disabili “, pluri-stellato, Antonio Guida, sicuramente, smentisce quella diceria, che le persone ricche, di solito, siano insensibili alla sofferenza della gente bisognosa.
    Egli, infatti, non appena, lo scorso anno, è entrato in contatto con un’Associazione che sostiene i bambini con problemi, si è reso conto dei costi altissimi che essa doveva affrontare, e che non sempre riusciva a sostenere . Ha capito, così, che veniva messa a rischio l’inclusione di questi bambini !
    E allora, proprio allora, dentro il cuore del nostro chef, è scattata una “molla”, quella della generosità e dell’altruismo.
    Egli ha, così, deciso di dare una mano, a livello economico. E ha pensato di farlo nel modo più consono alle sue qualità.
    Insomma, ha deciso di sfruttare la sua bravura di chef . Ha cercato e subito trovato alcuni collaboratori, altrettanto generosi; ha aperto casa e cucina; ed ha iniziato a cucinare per beneficenza, donando i proventi alla Associazione.
    È stato così soprannominato “Lo chef stellato dal cuore grande!”
    E a te, caro chef, si può senz’altro dire che, oltre ad essere una persona famosa, sei anche una bella persona, bella “dentro !”

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