SULLA TOLLERANZA di Marco Velati

Ogni soluzione è una soluzione all’interno del sistema,un sistema che è la società,all’interno  della quale  c’è l’individuo che può essere intollerante per ogni cosa. Mentre le leggi o gli indirizzi possono coinvolgere l’individuo, le soluzioni del singolo o anche di un gruppo non possono essere quelle della società.

Essa opererà in primo luogo per il mantenimento della propria struttura  e in secondo luogo per il benessere dei cittadini,nel benessere è inclusa anche la libertà di scelta.

SE una società non si evolve muore, quindi essa non può rimaner ferma se la più parte dei cittadini cambia. Non può però neanche  rinnegare elementi che sono costitutivi della stessa come l’etica e l’umanità. Da un lato ci sarà una permissività che soddisfa il desiderio di libertà di espressione e dall’altro  un controllo perchè  questa non stravolga il tessuto sociale , la metta in crisi. La permissività dovrebbe  permettere però uno sviluppo  sociale .

La stessa Chiesa ha parlato di adeguamento ai tempi e ciò che  non era tollerato un tempo è diventato elemento di revisione  ,pensiamo al delitto d’onore di un tempo,pensiamo ai matrimoni omo/lesbo

La società non può permettere che l’intolleranza o l’eccesso di tolleranza  metta in crisi la società stessa .

A questo punto si apre un altro discorso che è quello della missione della società alla stessa stregua di come si dovrebbe mettere in discussione il concetto stesso di tolleranza nell’individuo. Il parlarne può darci spunti per capire.

La libertà individuale non è un diritto, ma un diritto/dovere essa infatti nasce dalla sua mancanza.

libertà di fare non mi dà il diritto di fare ma mi da il dovere di fare in modo che io possa fare e questo implica un dialogo per prima cosa tra me e me circa il mio livello di integrazione con gli altri. Questo apre un dialogo nel quale l’altro è visto in modo speculare. Quindi i miei diritti sono gli stessi dell’altro e il mio dovere è che gli vengano garantiti.

Io percepisco qualcosa che stride quando mi muovo da posizioni sociali a posizioni individuali e viceversa.

A mio giudizio questo è perchè l’idividuale e il sociale appartengono a due Classi logiche diverse. L’individuale è di ambito e l’altro è di sistema, nell’individuale opera il non detto e i sentiti ,mentre nell’altro i tentativi delle logiche ,della sintesi, dell’astrazione e della ragione sono a braccetto coi sentiti.

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