Storia di Medusa e la nascita di Pegaso

Chi conosce Medusa, per rimembranze scolastiche o cinematografiche la ricorda come un mostro il cui sguardo pietrificava quanti la sfidassero. Tuttavia, non fu sempre così.

Ella nacque da due divinità marine, Forcide e Ceto (due divinità acquatiche), inoltre aveva due sorelle, Steno e Euripide. Fin dall’infanzia, Medusa era devota alla Dea Atena. In adolescenza incontrò Ificle e i due col tempo divennero inseparabili e s’innamorarono; tuttavia, quando egli tentò di unirsi a lei, questa lo rifiutò, confidandogli di voler diventare una sacerdotessa della Dea Atena.

Quando raggiunse l’età appropriata, la giovane donna, iniziò la sua preparazione alla consacrazione, tenendo una condotta immacolata e Medusa divenne così una Sacerdotessa perfetta, a tal punto da attrarre sempre più seguaci, ammaliati dal fascino della ragazza che dalla devozione alla Dea.

Un uomo ingenuo, osò dire un giorno, che i capelli di Medusa erano più belli di quelli di Atena; la Dea dalla cima del monte Olimpo, notò la cosa e si rese conto che molti adoravano più l’affascinante Sacerdotessa che la Dea.  Ma non punì Medusa, perché ne conosceva il cuore.

Poseidone si accorse tuttavia del turbamento della Dea e data l’accesa rivalità tra i due, decise di possedere Medusa. Dopo svariati tentativi e rifiuti da parte di Medusa, durante una fuga dal Dio, questo profanando il tempio di Atena, la possedette sullo stesso altare della Dea. Atena si adirò a tal punto, che accusando la ragazza di vanità e egocentrismo, punì la ragazza tramutandola in un essere orrendo. Nella disperazione, scappò via e incrociando lo sguardo dei passanti (tra cui lo stesso Ificle), questi finirono tutti pietrificati e con il volto distolto dal terrore.

Una sera, sentì i passi di un guerriero di nome Perseo, venuto a sfidarla. Questa volta però l’assalitore aveva qualcosa di diverso, aveva infatti lo scudo della sua amata Dea Atena; un oggetto talmente bello e lucente in cui Medusa, non potette fare a meno di specchiarsi.

Così prima che si tramutasse in Pietra, il giovane guerriero colto dall’esitazione dell’avversaria, con un solo colpo, ne staccò la testa. Perseo restituì la testa e lo scudo ad Atena, che presa dal dispiacere, inglobò la testa nello scudo.

Dato che Medusa portava in se il seme di Poseidone, dal suo sangue emerse Pegaso, un puledro alato, bello come non se ne erano mai visti prima, e che dunque incarnava tutta la purezza che era stata rubata a sua madre.

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