Significato del termine «ebreo» – A cura di Gabriele Cianfrani

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Tante volte ci si ritrova dinanzi la parola “ebreo”, la cui origine potrebbe sembrare non molto chiara, ma che invece presenta origini molto profonde.

Stando ad accurati studi in merito, la prima traccia dell’origine della parola “ebreo” la si potrebbe trovare proprio nella Scrittura (la Bibbia), ossia in Gen 10,21, dove si legge: « Anche a Sem, fratello maggiore di Iafet e capostipite di tutti i figli di Eber, nacque una discendenza ». Ora, il temine che ci interessa è ‘ibrī, il quale si trova nell’Antico Testamento in relazione ai figli d’Israele – e solo a loro – che si trovano in Egitto, come si può constatare in Gen 39, Es 10 e in altri passi. Il termine ‘ibrī, indicante appunto quello di “ebreo”, che troviamo in Gen 14,13 riguardante “Abramo l’Ebreo” e i suoi discendenti, potrebbe esser fatto risalire proprio al suo antenato “Eber” (Cfr. Gen 10,21-24; 11,14-15). Questo collegamento pone in luce la promessa fatta da Dio a Sem (Cfr. Gen 9,26-27) con la rivelazione ricevuta da Abramo. Tale lode (Gen 9,26-27) la si ritrova in Gen 14,19-20 che vede la figura di Melchìsedek.

Ma il temine ‘ibrī non gode di grande omogeneità, dacché alle volte è impiegato anche per indicare i non-israeliti. In tal caso è utile ricordare che il temine “israelita” deriva dall’appartenenza al popolo d’Israele (o “figli d’Israele”), il quale popolo è tale in quanto discende dai dodici figli di Israele, il cui nome divenne di Giacobbe in seguito alla lotta con un “essere soprannaturale”: Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!» (Gen 32,28-29).

Ma pur non godendo sempre di omogeneità, il termine ‘ibrī viene adoperato in contesti etnici, così come nel Nuovo Testamento il termine «Ebrei» indica la distinzione dei Giudei dai non-Giudei.

A prescindere da questi ultimi aspetti, che sicuramente meritano ulteriore approfondimento, il termine “ebreo” pone le sue radici in “Eber”, il quale discende da Sem. Ma da Sem discende non solo Eber ma anche Abramo, e infine Gesù di Nazareth (Cfr. Lc 3,23-38).

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