Sbieco contro metodo – A cura di Marco Velati

Nella filosofia europea il metodo è il “nostro modo di operare”,deriva dalla razionalità un termine dal quale non si può risalire.Il “metodo” sottintende che si può assegnare uno scopo  e determinare un percorso per raggiungerlo.

Possiede una generità formale che è quella della struttura logica in grado di  trascendere fino dall’inizio la diversità delle situazioni e dimostrare la sua esattezza.

Nella filosofia greca vi era anche per metodo il senso di via deviata con frode e artificio.Questo è stato trascurato dalla filosofia occidentale che ha accettato il metodo come via diretta,progettabile e lo ha innalzato.

Ciò manifesta l’espressione di una onnipotenza dello spirito che afferma la prerogativa di partire solo da sé,non solo per pensare il mondo ,ma per farlo esistere.Il metodo è stato sistematizzato dall’io che ne è stato il garante.

Col metodo si mette all’opera il soggetto pensantee le sue capacità di modellazione che discenadano dal presupposto di una mente che discerne e che possa andare razionalmente dalle idee alle cose senza attribuire ad esse nulla che non sia nelle idee.

Ma senza un metodo come potremmo procedere?Il nostro pensiero fatica a progettare un percorso rigoroso ma non metodico.Quale margine abbiamo tra la modellazione/metodo e alla sottomissiona smarrita e senza prospettiva?E’ il pensiero sbieco che ci può sbloccare ,che ci permette di prseguire “strada facendo”,in uno sviluppo che costeggia,che si insinua all’interno ottenendo, alla fine,meno resistenze.

Per la nostra mentalità è approssimazione ed empirismo.Sbieco si oppone a metodo ed è una risorsa del pensiero.Attiene più al saper fare che al sapere

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