PROCESSO DI SIMBOLIZZAZIONE A cura di Marco Velati

Una significativa frase di G.Bateson suona: il mondo è collegato nei suoi aspetti mentali. La simbologia è un collante che ci lega mentalmente al mondo.

Questo meccanismo meriterebbe uno studio approfondito di tipo psicologico , qualcosa di simile si fa quando si eseguono dei test proiettivi, ma la simbolizzazione è qualcosa di precedente e-a mio parere, nelle sue linee generali- più universale. Io provo a schematizzarne i tratti generali in questo modo:

A.simboli che riguardano il rapporto diretto  tra individuo e la “cosa”.Il simbolo è una immagine e la rappresentazione è il significato. Il caffè che prendo alla mattina è immagine di se stesso e la rappresentazione è il momento che mi ritaglio. Il baccano che sento in una via è rumore ed è rappresentazione( ma solo mia) di caos, per un altro potrebbe essere di allegria.

L’estrazione del simbolo da parte dell’individuo ha diverse modalità e sono sempre una commistione tra inconscio e conscio. Nel caso di una “cosa” complicata la simbologia passa per la semplificazione dei tratti essenziali, per la sintesi, per la schematizzazione, per la similitudine  ed altro ancora.

L’astrazione è riservata a entità metafisiche(amore, giustizia, libertà,…) e si traduce simbolicamente in un logos che è sintesi concettuale condivisa, ma che è sentita individualmente come eco emotivo. L’astrazione verbale rappresenta la trasformata simbolica della “cosa” percepita emotivamente dall’individuo , ha significato individuale per lui ma puramente simbolico nelle sue comunicazioni sociali.

B.simboli che riguardano la relazione tra individui. Qui il caffè che  bevo coi colleghi è solo simbolo di condivisione. La santa messa è simbolo di comunione con il divino. Dagli oggetti non vengono estratti significati perché non sono la “cosa” da simboleggiare,sono le relazione che lo sono.

All’interno di azioni complesse che sono tramite relazionale possono  ritrovarsi dei simboli ,ma essi vanno visti come parte dell’azione che è essa simbolo della relazione. Per tornare all’esempio: in una azione liturgica all’interno di questa ci sono ambiti dove le simbologie hanno un loro significato ,ma è l’intera azione che è simbolica della relazione  dell’individuo  col divino.

Partendo dal presupposto dimostrato che l’individuo opera attraverso la rappresentazione non dobbiamo partire dalla concezione meccanicistica che nella scatola del nostro cervello ci siano solo i suoi prodotti simbolici. Una gran parte della realtà che viene posta nella scatola è parzialmente elaborata e fa parte di un enorme magazzino di “cose” che possono emergere secondo concatenazioni, assonanze e chissà cosa d’altro che non è il caso di approfondire. 

Ricordo che la scatola del cervello  è simbolo essa stessa del sistema individuo e la sua rappresentazione    e contiene  anche prodotti e meccanismi inconsci e sono questi ultimi ad indirizzare  il pensiero che da essa emerge.

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