Principio o causa della creazione? – Articolo a cura di Gabriele Cianfrani

Il titolo «principio o causa della creazione?» potrebbe dare l’impressione che si tratti di un argomento filosofico, e infatti lo è, ma le esigenze sono teologiche. I termini «principio» e «causa» sarebbero da considerare filosoficamente, ma per il fatto che riguardano la «creazione», l’impostazione della ricerca è teologica.

Nella Scrittura troviamo scritto: In principio Dio creò il cielo e la terra (Gen 1,1). Questo passo biblico trova un parallelo con l’inizio del Prologo giovanneo, non a caso l’autore del quarto Vangelo è esperto del libro (rotolo) della Genesi e del Pentateuco in generale, ma in effetti è esperto di tutti gli altri testi sacri.

Il passo è: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste (Gv 1,1-3). È chiaro che già in questo passo giovanneo ci sarebbero le risposte a tutte le domande, se si provasse a fare ricerca su tale passo, anche se ci sarebbe da sollevare una nota in merito alla scelta strutturale del testo e su qualche traduzione, ma già in questo modo è possibile cogliere ciò che si deve.

Ovviamente il «Verbo» richiama il «Logos» e quanto di estremamente profondo tale parola comporta, ma occorre che l’argomento venga trattato a parte. Dunque ci troviamo nell’atto creativo di Dio – in fin dei conti solo Dio può creare, nessuno all’infuori di Dio può creare – e con una domanda che potrebbe sorgere: ma Dio è il principio o la causa della creazione? In realtà la domanda sarebbe sbagliata e per precisi motivi.

Il termine «principio» esprime semplicemente «provenire da», senza che il «principiato» (colui che proviene dal «principio») sia necessariamente causato; mentre il termine «causa» implica necessariamente una dipendenza del «causato» nei confronti del «causante».

Ogni causa è principio ma non ogni principio è una causa. Ora, Dio è certamente il principio della creazione, ma questa, per il fatto stesso di essere «creata», si rapporta a Dio come il causato al causante, per cui vi è anche dipendenza ontologica da Dio. Inoltre, il fatto che Dio «crea», esclude anche ogni sorta di emanatismo, dato che «creare» non ammette né necessità né identità di natura tra colui che crea e ciò che è creato, a differenza dell’emanatismo che non solo ammette necessità ma anche identità.

Nel caso del Verbo, invece, si rapporta a Dio come il principiato al principio, e già questo fa capire che il Verbo è della medesima natura di Dio (Padre), dato che non è causato, ma semplicemente procede da Dio, per cui anche il Verbo è Dio.

Da ciò si capisce come la domanda «principio o causa della creazione?» avrebbe dovuto essere: «principio e causa della creazione?». Infatti, vi è un altro passo biblico molto forte – in realtà ce ne sono tanti –, ossia: Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale è anche l’origine del genere umano (2Mac 7,28).

La «non preesistenza» delle cose pone Dio come creatore di tutto. Per questo motivo Dio è il principio della creazione ma in quanto Causa (prima) e non come semplice principio. Questo basta anche per porre una distanza ontologica infinita tra Dio e tutto ciò che è all’infuori di Lui.

E tutto ciò che esiste all’infuori di Dio esiste come creato da Dio, che è la Causa prima di tutto ciò che esiste.

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