Storia di una ladra di libri di Markus Zusak – #popbook – Letteratura 3.0

Markus Zusak, classe 1975, ultimo di quattro figli, ha da subito manifestato la sua vocazione alla scrittura, vincendo diversi premi, tra cui il prestigioso Margaret Edwards Award, per il contributo reso alla cultura giovanile.

Il libro che oggi vi presentiamo, ”Storia di una ladra di libri” pubblicato nel 2005, è stato tradotto in oltre 30 lingue, ha vinto diversi premi in Australia e all’estero, è stato al primo posto su Amazon e nella lista dei libri più letti del New York Times. In Italia è stato il libro più venduto nello stesso anno con 450 001 copie.  In totale il libro ha venduto ad oggi oltre 8 milioni di copie nel mondo. Insomma un successo come non se ne vedeva forse dai tempi di Harry Potter.

La storia si snoda attraverso le vicende che vedono la piccola Liesel Meminger, nella Germania del 1939. In questi anni tremendi, proprio nel giorno del funerale di suo fratello, trova in mezzo alla neve un libro, il manuale del necroforo.

Come infatti in un lampo di luce che si fa spazio nell’ignoranza collettiva e dilagante di quel tempo, Liesel sente quello che potremmo chiamare la “potenza della Parola”.

Dopo questo avvenimento, infatti ella inizia a salvare molti libri dai roghi nazisti e rubarne altri dalla biblioteca del sindaco, cosa che gli procurerà diversi incontri non sempre spiacevoli.

Interessante notare che quando inizia a salvare i libri non sa ancora leggere, sarà infatti solo grazie al padre adottivo, Hans Hubermann, che imparerà successivamente a leggere. Questo infatti è un amante della cultura e oppositore al regime nazista.

Quando Hans decide di nascondere un ebreo fuggiasco in cantina, il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo e, al contempo, più vasto. Si occupa di lui, specie quando è malato leggendogli i libri che va via via salvando dalla follia nazista.

Il testo non si ferma a questa sola relazione, infatti questi eventi ne creano altri a catena altrettanto interessanti, che mostreranno il volto umano di una Germania troppo spesso associata in maniera riduzionista alla sola ideologia nazista.

A mio giudizio, Markus Zusak cerca di mostrare, come perfino in mezzo a tanto orrore, sia possibile che fiorisca l’amore.  Storia di una ladra di libri non è infatti solo un libro per ragazzi, così come enunciato da una certa critica letteraria borghese.

E’ un testo meraviglioso che ci deve far comprendere come la tensione alla relazione insita in ogni essere umano, supera infinitamente ogni muro ideologico per favorire la cultura dell’incontro.

L’autore a mio dire fa infatti centro nel mostrare come i libri, qui intesi come la possibilità di aprire il pensiero a orizzonti nuovi e dunque non circoscritti dall’ideologia, siano la chiave di volta che snoda tutti gli incontri di Liesel.

I libri, la cultura, il sapere, diventano così la metafora perfetta per suggerire una nuova visione antropologica, che vede l’altro come fratello e non come nemico o peggio essere inferiore da sopprimere.

Eugenio Merrino

Pubblicato su Araldo Abruzzese in data 16.07.2020

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