PAURA, COMPLESSITA’ e CONOSCENZA a cura di Marco Velati

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Un approccio metodologico

La paura deriva dalla impossibilità di prendere coscienza delle cose del mondo e questo dipende  dalla  mancanza di conoscenza,di situazioni e di limiti(esterni e interni)

Mancanza di conoscenza deriva dalla impossibilità di ottenere una informazione corretta e sintetica,

questa impossibilità deriva dalla complessità e dalle correlazioni socio/economiche che vi si sviluppano tra tutti gli elementi del sistema complesso e globale  nel quale viviamo. L’impossibilità deriva anche dalla volontà del potere a fornire quel tipo i informazione.

La paura porta al blocco delle azioni oppure ad azioni improprie.

La paura è uno strumento di manipolazione da parte dei poteri(politico,economico,religioso…)

La paura accompagnata dalla non conoscenza porta ad ipotizzare e credere fermamente in elementi esterni che danno spiegazioni e rassicurano (sette religiose ,misteri, alieni, complotti) come anche ad accettare soluzioni politiche autoritarie ma comprensibili. Tutto questo limita la libertà.

Come è possibile allora sviluppare una conoscenza adeguata a ridurre la paura se è difficile avere una informazione corretta e sintetica?

La complessità, soprattutto attraverso Internet, porta un eccesso di informazioni senza elementi di sintesi che ne possono permettere la comprensione.

La riduzione della complessità è quindi un elemento desiderabile ed un traguardo da raggiungere.

L’individuo, quando è confuso, tende a cercare conferme delle sue supposizioni e corre il rischio di confondersi maggiormente infilandosi, attraverso internet/media, in una ricerca di risposte casuale o, peggio,dettata da supposizioni e preconcetti.

E’ fondamentale un approccio concreto e oggettivo alla molteplicità di informazioni e situazioni.

Molti di  noi hanno la “sensazione/intuizione” che esistano sia poteri evidenti e sia occulti che manovrano le nostre esistenze e parecchi focalizzano il problema parlando di signoraggio,altri di centri di potere ed altri ancora di sperimentazioni scientifiche o,addirittura di alieni ecc. questo rumoreggiare delle masse ,spesso su argomenti poco dimostrabili oppure vaghi dal punto di vista concettuale e delle sue  ripercussioni sociali,aiuta proprio coloro/sistemi che si dovrebbero mettere allo scoperto e  combattere.

Non vi è la necessità che un numero sempre maggiore di persone vada a cercare “a caso” conferme di sospetti ma occorre implementare questo approccio metodologico:

A.Definizione di massima delle categorie di indagine.

1.Controllo globale(suddiviso in 1a.associazionismo come massoneria e Bilderberg+1b.economico/imprese+1c.politico)

2.Strumenti(2a.scientifici come scie/HAARP/epidemie …+2b.economici come Signoraggio e WTO+2c.terroristici e guerre+2d.informazione)

3.Esoterismo,simbolismi,satanismo,2012,alieni ecc

4.Sociale(4a.movimenti/tendenze +4b.ecologia+4c.strumenti di manipolazione delle scelte sociali)

5.Politica(5a.economica+5b.estera+5c.di supporto sociale)

B.Schematizzare a blocchi  di quali argomenti sono correlati tra loro e quali no.

Faccio un esempio:il signoraggio è collegato  a Bilderberg,alla massoneria….?

C.Per ogni argomento darne una definizione e elencarne gli elementi certi e le correlazioni ed il peso/importanza  nei contesti/categorie di indagine. Questo semplifica l’approccio all’argomento da parte di molti evitando agli stessi di focalizzarsi su singoli fatti solamente

C’è  però un punto fondamentale che andrebbe premesso. Sarebbe  necessaria una conoscenza  almeno di massima dei  meccanismi macro-economici e sociali prima di iniziare a conoscere le “forze oscure” che vi si annidano.

Questo è necessario per poter dare un peso a quanto si verrà a conoscere(vedi  punto C).

Purtroppo un approfondimento di questa base di conoscenza  implicherebbe un eccessivo allargamento delle nostre indagini al punto di complicarne gli obiettivi e rendere dispersivo tutto quanto intendiamo intraprendere.

Una problematica sempre presente nella ricerca di fonti certe sulle quali basare la conoscenza è il reperimento di informazioni obiettive,oggettive e sintetiche  che non siano esse stesse strumento manipolativo.

Un’altra grossa difficoltà insita sia nel reperimento delle informazioni e sia nella strutturazione formale della metodologia proposta nei punti A,B,C è la necessità di svincolarsi da preconcetti politico/ideologici/religiosi. Per questa ragione la metodologia dovrebbe essere frutto di un team dove vengono suddivise le ricerche e poi confrontate e discusse.

La creazione di questo team<NO CAOS>sarebbe l’ideale risultato di questo scritto.

Se non cerchiamo di dare ordine al caos ne verremo inghiottiti.

Marco velati febbraio 2003

bussolaculturale@hotmail.com

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