Obliquità contro frontalità – Di Marco Velati

Il concetto di obliquità è fondamentale nella strategia della guerra in Cina.Si dice che “l’incontro avviene di fronte ma la vittoria si ottiene di sbieco”,di sbieco significa in modo obliquo,imprevisto,dove l’avversario non se lo aspetta,la strategia è quella di aggirare  e schivare la resistenza avversaria tanto da farla cedere.

Il gelerale disegna un diagramma del potenziale di situazione e mette in evidenza i pieni e i vuoti dell’avversario e dovrà sempre essere disponibile alla variazione della situazione. Lui resterà a monte di qualsiasi situazione che dovesse determinarsi.”L’incontro avviene di fronte ma la vittoria avviene di sbieco”significa aggirare e schivare la resistenza avversaria fino a farla cadere.

La strategia mette in evidenza i pieni e i vuoti dell’avversario e si determina continuamente  di fronte ad essa,restando disponibili senza arenarsi in una posizione definita. Gioca sull’effetto sorpresa,disorientando.Ha presa su ciò che non ha presa.Nei greci il conflitto era aparto e si voleva lo fosse per accorciare il conflitto.

Per essi i trucchi alla Ulisse erano degli espedienti e non motivo di strategia.Dal punto di vista dialettico  i greci usavano uno scontro diretto con tecniche dialettiche e opposizione(Protagora).

Le tecniche sono la confutazione(mostrare che l’argomento avversario è sbagliato),la compensazione(che mira ad annullarlo),il rovesciamento col quale si mostra che ciò che è favorevole all’avversario non lo è,o è favorevole a noi.La tecnica consiste nello stare aderenti agli argomenti opposti così che la risposta sia coerente ad essi.Si potrebbe dire he la filosofia sia nata dalla dialettica  liberandosi della sentenziosità del saggio.

Questo modo di contrapporsi si è addolcito ma non è mai diventato dialogo e quindi si continua a discutere per opposizioni.Questo avviene anche nel dialogo interno all’individuo.

Nella filosofia cinese invece si è sviluppata l’arte dell’indiretto e l’argomentazione diretta è povera.Alcune frasi lo spiegano:”Far rumore a Est ed attaccare a Ovest” oppure “puntare il dito contro il pollo ed insultare il cana”.la deviazione verbale lascia spazio alla manovra,la condotta insidiosa disorienta l’avversario.

Nella dialeettica vige quindi il sottointeso e l’allusione.Il senso che affiora appena è tanto più minaccioso quanto più gli altri lo ignorano.La critica solo abbozzata è tanto più dannosa  quanto meno si presenta allo scoperto e offe punti di appoggio anche per confutarla.In sostanza conviene lasciare in sosteso,se si dice il fatto suo a qualcuno poi non ci sarà più niente da dire.

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