LO STUPORE – Articolo a cura di Marco Velati

Per sentirlo occorre liberarsi dagli schemi precostituiti della percezione  e della comprensione che impediscono di meravigliarsi di fronte all’apparire di ciò che è il nuovo per noi in quel contesto.

Lo vedo come base per nuovi equilibri,una base voluta dalla mia predisposizione allo stupore.E’ un passo verso la conoscenza  e incide su una base che ha legami  di correlazione con lo stupore stesso.Secondo me è esso stesso conoscenza come sua prima avvisaglia.

G.Gargani  lo conferma “è un varco che si apre nella fabbrica del simbolismo ben protetto e fondato,l’occasione fortuita che si dischiude entro una versione già predisposta del mondo” Gargani lo abbina alla predisposizione di riconoscere il caso e dargli un valore.

Personalmente penso che il sentire stupore rifletta anche il bisogno dell’individuo di ricorrere ad un punto di rottura rispetto ai significati consolidati per tentare strade nuove,quindi c’è una predisposizione allo stupore in coloro che vogliono ampliare la conoscenza.

Posso definire lo stupore  come un mediatore che porta una nuova relazione tra  il soggetto e l’esperienza del mondo. Per alcuni lo stupore è una esperienza che  fa perdere il controllo e confonde l’identità di loro con loro stessi.Il contrario di stupore appare quindi la chiusura mentale. Voglio precisare che questa non coincide con il momento nel quale l’individuo mette in atto la sintesi delle sue esperienze e si conforma a questa per ogni possibile contesto. Tale sintesi  in lui deve essere  solo uno strumento  logico di comprensione all’interno di un ambito e  deve portare ,in ogni attimo,  a considerare come il mondo sia più ampio e inaspettato di ogni sua creduta essenzialità di pensiero.

La capacità di stupirsi ha  sempre una accezione positiva.

Nemici dello stupore sono gli atteggiamenti rigidi,la fretta, la mancanza di attenzione. Positivo è ascoltare col cuore ciò che dice la realtà,non essere spettatori,né consumatori,avere desiderio di conoscenza.

Ascoltare e vedere solo l’attimo,il qui e ora, è contro lo stupore il quale deve dare non solo echi ma essere inizio di una riflessione.Quindi l’educazione allo stupore è possibile:con l’attenzione,sviluppando la curiosità,promuovendo motivazioni intrinseche,guidando all’osservazione…. Lo stupore non dipende dall’oggetto ma è una questione interna ,la sensazione di non comprendere che si sposa col desiderio di capire.

Ingeborg Bachmann lo definisce come  ” l’inizio di ogni filosofare e del diventare umani.”

A.Einstein:”chi non è in grado di provare né stupore né sorpresa è ,per così dire, morto…”

Guitton lo definisce “innocenza ritrovata ,una maniera verginale  di concepire e di sentire” tanto è vero che le esperienze del bambino sono caratterizzate da apertura al nuovo, con la spontaneità e la capacità di entrare in sintonia con la cosa. Nell’adulto c’è  spesso  preclusione,eccesso di realismo e-contradditoriamente all’apparente sviluppo di una razionalità- l’incapacità di leggersi dentro e di dare spiegazioni alle proprie certezze.

>Il passo necessario a stupirsi è l’immergersi completamente nella realtà,badando ai dettagli,alle connessioni,ai rapporti col tutto  e di andare oltre ai dati che ci vengono forniti e vederne i contesti.  Occorre tenere un distacco tra le cose  e dai nostri schemi e opinioni;lo stupore deve essere una profonda emozione , un senso di mistero da scoprire.

Un pensiero su “LO STUPORE – Articolo a cura di Marco Velati

  1. Per la mia esperienza, partendo dalla non accettazione di “contraddizioni logiche” di cui la Fisica (classica, relativistica e quantistica) è piena, una per tutte la teoria della relatività generale di Einstein, con razionalità l’ho confutata, aprendo la porta allo stupore. Allo stesso modo, con continuità, sempre con stupore, ho visto tutti gli errori che evidenzio; domandandomi, con stupore, ma come è possibile tutto questo?

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