Le dimensioni strutturali del pensare a cura di Marco Velati

Chiamo così questo pacchetto di considerazioni. Per prima cosa spiego due classi di “elementi” che concorrono   a cambiare la continuità delle  visioni del mondo da paerte dell’individuo attraverso una relazione interna ed  esterna e infine farò un elenco di raccomandazioni formative.

Conto di smuovere così il modo di pensare di qualcuno.

1.le discontinuità

A questa classe appartengono  quegli elementi  non  consciamente prevedibili   e che toccano corde emotive. Parlando di attenzione,  esiste una attenzione  attiva, o meglio attivata, e una empatica di chi è predisposto a percepire fatti che influenzano il suo stato emotivo.  Questi fatti portano a cambiare i nostri comportamenti e  le visioni del mondo qualora  siamo predisposto  a questo .Sovente  la predisposizione  è  innescata da  elementi di quotidianità  mal sopportati, da insoddisfazioni ,dal desiderio di novità ,curiosità….

Ci sono numerose situazioni    quali  lo stupore, spesso abbinato al caso, come nuova relazione tra soggetto ed esperienza del mondo. Circa lo stupore c’è la necessità di sperimentazione, come per tutti gli elementi di discontinuità. Rimarco come l’abbinamento al caso implichi il considerarlo ,nella sua purezza ,elemento non prevedibile né pilotabile nell’attimo del suo verificarsi.

Nella realtà, proprio con la frase “egli era ancora in grado di stupirsi”  si sta ad indicare  come esso sia una qualità in quanto può portare a riconsiderare posizioni di pensiero o ad aprirne di nuove. Stesso discorso vale per la meraviglia che ,a pelle, sta ad indicare qualcosa di diverso  riscontrabile su uno schema già  prefissato e forse tale da modificarlo.

La stessa cosa vale per la commozione che interviene in ambiti in qualche modo attesi. La commozione non  è semplicemente  causata  da qualcosa, ma è un legame emotivo con la causa che l’ha generata.

Di  ben diversa caratura è il discorso dell’innamoramento. Esso mette in moto elementi correlati di tipo emotivo, affettivo e fisico, coinvolge la storia emotiva dell’individuo( e ne esalta qualche aspetto  trascurato), ribalta i suoi concetti estetici e sicuramente porta ad un cambiamento di visioni.

Contrariamente ad una visione ampia esso porta ad una visione di ambito nella quale però le premesse che portavano alle visioni del mondo vengono asservite  e reinterpretate. Gli innamorati possono desiderare di stare in un luogo  e  accettare rapporti sociali che prima  non interessavano, e se in questo vi è convinzione e sincerità  ,ecco che  allora anche le visioni del mondo cambiano.

Nella visione degli elementi positivi  di discontinuità si annovera  quindi  l’amore  nelle sue molteplici sfumature .In senso lato ciò che  arriva come “improvviso” (fuori cioè da una definizione  di imprevisto che implicherebbe una precedente  definizione di contesto ) non-contestualizzabile  può innescare un processo di cambiamento di visioni.

Mi sono sempre chiesto se si potesse consciamente  voler essere predisposti a queste cose e  mi sono risposto positivamente. Significa  essere capaci di stupirsi, di meravigliarsi ,di amare .La predisposizione è qualcosa che si può acquisire con una attitudine e una formazione.

Tutto ciò  però non può prescindere da  una umiltà di base, da una accettazione  che significa avere il coraggio di abbandonare la propria isola quel tanto che basta per accorgersi di far parte di un arcipelago bagnato dallo stesso  mare di visioni.

Per muoversi dall’isola ci sono vari modi –viene in aiuto la formazione- ma vi è un solo pre-requisito di base ed è la comprensione della necessità di farlo e essere consci che ciò  muterà  i comportamenti che ne seguiranno.

2.comportamenti

I comportamenti  che le metodiche formative  e auto-formative possono  stimolare  nel soggetto sono elencate di seguito in modo non esaustivo. Una visione ampia implica un insieme di questi che diventano un modulo estraniante  nel senso che porta l’individuo ad allontanarsi dai suoi schemi  per ri-equilibrarsi col mondo .

A scanso di fraintendimenti  l’azione dell’uomo attraverso il suo pensiero deve essere  completa nel rispetto di ogni meccanismo di pensiero adeguato all’ambito ,integrando questo  con quella sensibilità accantonata  prima a favore delle  più immediate certezze.       

                                                                              

La fretta di avere risposte certe  sta uccidendo il nostro pensare.                                                                        

  In tempi recenti si parla della logica  di operare in aree più ampie ,ma più incerte.                      

Il proseguire per errori e approssimazioni è molto più umano e naturale di quanto lo sia il cercare poche certezze. Se si aggiunge a questo come nell’uomo l’area  oscura(l’abisso ) sia immensa ,si evidenzia ancor di più come sia da arroganti, superbi e presuntuosi pensare in termini di certezze sia oggettive e sia soggettive.

Un naufrago in un  mare tempestoso  si salva  se si fa guidare  a terra dalle correnti e non se si oppone alle onde . Conoscere le correnti è conoscere i mare di ognuno di noi.

Quando rileggo ciò che vado suggerendo lo trovo di una logica disarmante  e così ovvio da farmi pensare  di non essere ancora arrivato a capire  tutte  le dinamiche  del processo  che impedisce  all’uomo  di uscire  dalla caverna nella quale si è rifugiato.

La sola spiegazione è  che non lo faccia per la paura di incontrare  fiere che non sa dominare  o con le quali non sa convivere,quindi non lo fa per sentirsi rassicurato da ciò che ha.

Invece la soluzione non è quella di rifugiarsi nell’angolo più buio della caverna ,ma quello  di stare all’ingresso  ad osservare, capire ,sentire e farsi domande  circa  le motivazioni  di voler uscire. Forse  qualcuno che è già uscito racconterà cosa ha visto e quell’uomo dovrà ascoltarlo come spero farete con me .

Questo elenco è solo una traccia, un promemoria ,una voluta ripetizione , uno schema diverso  per fissare meglio le idee. Sono cose già dette e non sono certo le parole quelle  che possono cambiare un comportamento ,ma sono i processi che dal caos dell’individuo-realtà portano alla esperienza e alla conoscenza e quindi a un pensare più vicino al mondo.

>Prendere in considerazione tutte la variabili  esterne partendo da quelle più lontane.>> Visione logica

>Interrogarsi per sapere le proprie reazioni  emotive  a certi fatti  sensibili.>>Conoscersi emotivamente

>Approccio umile  con abolizione di preconcetti e automatismi di pensiero.>>Essere ricettivi, ascoltare

>Comprensione  dei meccanismi e dei processi  .>>Essere analitici di ampie vedute dinamiche

>Sviluppo di un  pensiero critico, autonomo.>>Essere indipendenti, contare sulle proprie forze

>Pratica del dubitare  delle opinioni  predigerite.>> Costruire una propria cultura autonoma

>Avere idee guida  solo generali, nessuna  proiezione di soluzioni  inconsapevoli.>> Capacità di sintesi

>Attenzione alla voce  interiore, echi, sensazioni.>>Ascolto interno, credere nella intuizione

>Aumento della sensibilità  >> Collegare ogni cosa empaticamente, capacità di commuoversi

>Attenzione a tutti i dettagli ,ma senza soffermarvisi  >>Attenzione di insieme

>Ascolto  sociale, attenzione ai rapporti ,al rispetto.>> Capacità relazionale ,empatica, etica

>Sviluppo processi alienativi per  una visione da fuori. >>Cercare stimoli per ridiscutere tutto, creatività

>Non considerare il tempo come elemento determinante >>No alla fretta, si al maturare degli eventi

>Vedere il mondo come struttura mutevole connessa in ogni parte>>Vivere l’incertezza come spunto del vivere

>Ricordi come esperienza e non come sofferenza>>Vivere la situazione non condizionata dal passato

>Non costruire soluzioni future, ma prepararsi alle situazioni>>No all’ansia, si al  realismo

>Essere aperti verso ciò che stride con le nostre idee>>Mente semplice, ricettiva, aperta al dubbio

>Non forzare le idee>>Attendere che emergano dal profondo, aspettare e farne esperienza

>Apprendere dalle differenze e poi cercare le uguaglianze>>Non saltare passaggi nel processo

>Mantenere la varietà nel nostro rapporto col mondo>>Essere curiosi amplia le visioni

>Non fare scelte definitive>>Ogni scelta è la rinuncia ad altre possibilità

>Non escludere gli opposti >>Gli opposti generano tensione relazionale verso il nuovo, includerli

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