Le Assaggiatrici di Rossella Pastorino – a Cura di Maria Elena Bianco

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“Lavorare per Hitler, sacrificare la vita per lui: non era quello che facevano tutti i tedeschi? Ma che potessi ingerire cibo avvelenato e morire così, senza nemmeno uno sparo di fucile, senza un’esplosione,Joseph non lo accettava. Una morte in sordina, fuori scena. Una morte da topi, non da eroi. Le donne non muoiono da eroi”…Siamo nel ’43, a Gross-Partsch, in piena Seconda Guerra Mondiale e a pochi chilometri dalla Wolfsschanze. E la fame si fa sentire.

E proprio la mancanza di cibo nello stomaco esalta ancora di più i sapori dei piatti che le 10 assaggiatrici sono costrette a mangiare.Chi sono le assaggiatrici? Sono donne scelte per assaggiare il cibo ed accettarsi che non sia avvelenato e possa uccidere Hitler. Tra queste c’è Rosa Sauer, berlinese, non nazista, che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato: scappa da Berlino dove le bombe hanno ucciso la madre e vive dai suoceri, mentre il marito Gregor è in guerra sul fronte russo, in un paesino della Prussia orientale, che viene arruolata dalle SS come cavia.Rosa si trova a lavorare per il nemico, mettendo a rischio la sua stessa vita per salvaguardare quella di Hitler.

 Proprio come un soldato in trincea. Con la differenza che al posto del rancio lei può assaggiare delle vere prelibatezze e ogni settimana viene addirittura pagata per il suo lavoro.Rosa incarna l’istinto di sopravvivenza e tutte le contraddizioni di cui si nutre per essere messo in atto.

 L’assaggiatrice si trova a pensare e fare cose che, prima che la guerra le uccidesse i genitori, le portasse via il marito disperso e la costringesse a mangiare cibo potenzialmente avvelenato, non avrebbe mai compiuto, anzi avrebbe considerato inaccettabili.Rosa Sauer e le altre nove assaggiatrici ci narrano della condizione umana, ci schiaffeggiano in faccia che l’istinto di sopravvivenza è universale. 

È romanzata ma questa storia è ispirata dalla Storia, con la S maiuscola. Tutto ha inizio da una storia vera, la testimonianza della berlinese Margot Wölk, che all’età di 96 anni confessò quello che non aveva avuto il coraggio di rivelare a nessuno: che aveva fatto l’assaggiatrice per Hitler.


Consigliato!

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