“L’Arminuta” di Donatella Di Pietrantonio – A cura di Lorenza Feriti

L’Arminuta è una storia ruvida e dolorosa, spiccia come è spiccio il linguaggio con il quale è narrata. Brutale quasi, eppure capace di una dolcezza fatta di piccoli gesti e piccole frasi, di una carezza che pare quasi uno scappellotto e di un sorriso offerto quando non si ha nient’altro da donare.

La cornice è quella dell’Abruzzo, leggendo si possono vedere i colori,  sentire gli odori e i rumori di quella terra, dura e genuina. Un libro intenso e carico di significato. Vengono scandagliati i sentimenti di una ragazza che si sente, e di fatto lo è stata, abbandonata due volte.

La sua capacità di adattarsi alle nuove situazioni non servirà a lenire il dolore e  lo smarrimento.
Protagonista indiscussa del romanzo la maternità, i legami familiari, gli strappi a cui la vita ci sottopone, il tutto visto da una ragazzina di tredici anni. Dolore, amore, sacrificio sono gli ingredienti di questo libro che si legge tutto d’un fiato.


La scrittura dell’autrice è a tratti dura, spigolosa e cruda, e permette di calarsi immediatamente nel romanzo. Un tipo di scrittura così vero, che arriva dritto al cuore, alle viscere…

Nota personale ed oggettiva: nonostante l’emozione forte provata per la protagonista mi è mancato un qualcosa finale che non so spiegare… Ma la cosa che ho apprezzato di più è stato il rapporto con questa sorella ritrovata.

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