La sorella di Mozart di Rita Charbonnier – Recensione a cura di Maria Acosta

Questo non è stato un libro facile da leggere, quantomeno per me. Le biografie, neanche quelle romanzate, non mi piacciono un granché. Ma ci ho provato. Sono riuscita a finirlo.

Mozart, scusatemi, è stato un musicista che non ho potuto mai sentire senza innervosirmi. Avevo letto qualcosa riguardo la sua vita.

tuttavia, il rapporto tra lui e sua sorella era qualcosa di sconosciuto per me. Così ho preso il libro molto incuriosita. Alla fine, mi è piaciuto.

Ma non per il linguaggio, né la storia d’amore tra Nanerl e Armand.

Mi è piaciuto perché credo che Rita Charbonnier è riuscita a descrivere la lotta interna delle donne intelligenti e coraggiose di qualsiasi epoca: provare disagio nei confronti della società che vede loro soltanto come madri e spose, sentire la diffidenza che la famiglia prova nei confronti dei loro sogni di indipendenza, di sviluppo delle loro personalità, di poter svolgere una vita che sia piena e bella.

Nanerl deve lavorare come professoressa di piano affinché il fratello, un genio della musica (anche lei è allo stesso livello del fratello) possa viaggiare per l’Europa insieme al padre.

Nanerl sembra scontrosa con l’intero mondo, ma, veramente, è arrabbiata con sé stessa perché non si è ribellata con tutta la sua forza contro quelli che hanno infranto i suoi sogni, che non le hanno permesso di essere libera.

A metà del romanzo non si sa ancora quale sarà il finale di Nanerl. Ma lei riuscirà a sollevarsi dalla sua sofferenza, a rompere gli argini che la società e la famiglia (prima, il padre; poi, il fratello) hanno cercato di mettere intorno a lei per trattenere la sua forza e la sua voglia di vivere.

Ce la farà o meno? Leggete il libro e riuscirebbe a conoscere lo sviluppo di una donna così speciale.

Nanerl, comunque, ce l’ha fatta. Ha sposato un uomo che la capisce e durante qualche anno ha fatto la sposa e la madre.

La morte di Amadeus è il colpo definitivo per farla capire qual è stato il suo destino da sempre, forse si è convinta a non andare avanti con la sua carriera di musicista, forse ha creduto veramente che diventare la persona che avrebbe diffuso l’opera di Amadeus fosse stato il suo vero scopo nella vita.

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