LA SINDONE: UN’IMMAGINE INOSSIDABILE

La Sindone è un oggetto del tutto particolare, in quanto ha in sé due elementi che la distinguono: quello dell’immagine e quello della reliquia. 

Per uno studio intellettualmente onesto e scientificamente attendibile, occorre sospendere il giudizio e far uso di tutte le possibili ricerche in materia. 
 
Il tema che in questo articolo intendo affrontare riguarda l’estrema sensibilità del telo sindonico alla luce e all’ossidazione. 

Mentre sappiamo da cosa è stato causato l’ingiallimento del lino, e cioè da un’ossidazione disidratante, cioè da un invecchiamento rapido delle fibrille superficiali dei fili di lino, non sappiamo invece come si sia formata l’impronta.

A partire dal XX secolo, un gran numero di studiosi ha cercato di analizzare la Sindone in maniera scientifica, a partire da Paul Vignon che avanzò quella che definì “teoria della vaporizzazione”, secondo la quale l’immagine sindonica sarebbe il risultato di reazioni chimiche tra il tessuto e gli aromi (mirra e aloe) precedentemente utilizzati nella sepoltura.

Più recentemente, il chimico statunitense Raymond Rogers e la professoressa Anna Arnoldi, ordinaria della cattedra di Chimica e tecnologie farmaceutiche presso l’Università degli Studi di Milano, hanno ripreso questa ipotesi e hanno riferito di aver ottenuto un ingiallimento superficiale delle fibre di lino, proprio come nella Sindone.

Il fotografo Barrie Schwortz e la biologa Teresina Roberts, esperta di fama internazionale, hanno confutato la tesi di cui sopra attraverso un esperimento condotto sulla carcassa di un maiale, notando come la formazione della colorazione è simile, ma appare difficile che, da un fenomeno naturale, si realizzi un’immagine così precisa.

In realtà la questione è molto più complessa, e ci pone di fronte a un grande mistero. Se il lino è stato soggetto a ossidazione, ingiallendo con il trascorrere del tempo avrebbe dovuto raggiungere il medesimo livello cromatico dell’immagine impressa fino a farla sparire. Ma così non è stato.

Di fatto, ad oggi è impossibile sapere come tale immagine sia potuta sopravvivere al tempo, alle intemperie, agli incendi e ai continui spostamenti.
 
Il mistero continua.

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