La mia filosofia sistemico-umanista a cura di Marco Velati

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La mia visione è dell’uomo  come parte di un Sistema-uomo nel quale c’è lui (conscio+inconscio ) e  la sua rappresentazione del mondo. Un mondo nel quale transita, si relaziona  e del quale incamera informazioni che finiscono nel magazzino del suo intelletto. Le idee emergono da questo  come grezze(cioè non trasformate in consapevolezza) e passano attraverso un processo a retro-azione. Prima subiscono il vaglio della mente che le filtra in termini di continuità(che è funzione del tempo) e della coerenza(principi e comportamenti,ed è atemporale).La mente compie aggiustamenti ed ha  attività inconscia. Superato il filtro  le idee  diventano  operative  e di esse si ha una consapevolezza generica .Queste poi affrontano il mondo, acquistando  in consapevolezza, relazionandosi e aggiustandosi fino a diventare esperienza e tornare nell’intelletto.

L’uomo immette nel mondo i suoi sfridi, le sue relazioni, i suoi comportamenti e riceve altri input che finiscono nel suo sistema.

Per un  risultato equilibrato  non vanno saltati passaggi(così come per il bimbo sono la fase di gattonamento e la lallazione),non si devono avere preconcetti prima del vaglio o della operatività. L’atteggiamento deve essere neutro fin dalla prima visione, lo sguardo al mondo deve essere pulito .

Va massimizzata la varietà degli stimoli per favorire la molteplicità delle connessioni.

Ogni pre-scelta, concetto, idealismo, logica strutturata è una mancanza di opportunità di conoscenza perchè queste conoscenze pre-digerite  si comportano come aggregatori di idee e quindi l’idea emergente, chiamiamola intuizione inconscia, ne verrà  ulteriormente condizionata. In questa ottica ,in termini di visioni che dovranno essere immagazzinate, vanno favorite le piccole variazioni/input alle grandi, consci del fatto che si crea il nuovo solo da un pre-esistente che si relaziona con la casualità. Vanno evitati  gli assoluti, va favorita una visione ampia ad una approfondita. Va mantenuta la varietà come elemento casuale che spinge al cambiamento.

Non è una filosofia duale, gli opposti sono visti come motori per favorire la relazione e sono essi stessi parte della visione che può essere solo inclusiva. Nell’uomo va favorita la disponibilità e non la volontà, va favorita la propensione ,la tenacia nell’adattamento che è comunione.

Nella mia filosofia è evidenziato come negativo  il meccanismo principe- e ,pare inevitabile-della esternizzazione simbolica, cioè l’uomo crea qualcosa fuori da sè col quale dialogare e nel quale porre ciò che non capisce (dio,potere,giustizia,libertà ecc) . Lo sente necessario per rassicurarsi ,perchè(e concordo con Nietzsche)per l’uomo la paura è il  nemico e quindi   egli è disposto a qualsiasi auto-inganno pur di rassicurarsi. A mio parere questa paura nasce dalla incapacità “emotiva e originaria” di accettarsi come una piccola insignificante parte del mondo.  Quel meccanismo di caricare su una rappresentazione domande vitali si trasforma da strumento iniziale  per la comprensione del mondo in trappola quando ciò che viene costruito diviene mito centrale,vortice inglobante delle nostre visioni del mondo.

Mito  simbolico del trascendente, o della scienza, della psiche, delle origini, non importa cosa ,importa quanto esso spezzi la continuità del Tutto e le sue connessioni che ci permettono di capire e di essere. Questo porta a trascurare il resto e a disequilibrare l’individuo.

In contrapposizione  quella uccisione metaforica di dio fa confrontare l’uomo con se stesso e a nulla gli vale il rivolgere verso di sè il credo di divinità dopo aver fatto cadere il velo di un dio creato da lui stesso. L’uomo, a questo punto, dovrà fare un esame di realtà vedendone tutte le connessione e ,infine, accettarsi. Egli deve fare i conti con la  ricerca di certezze non soddisfatte,

quali la libertà, la Giustizia ecc oramai vuote e questo ingigantisce  la sua paura.

Questa ricerca è nel “razionale” e fa parte della cultura filosofica occidentale che va rivista.

Il pensiero filosofico moderno si dibatte cercando di sfuggire ad un passato fatto da greci,Cartesio,Kant,Hegel ecc dove l’accentramento sul soggetto di una volontà creatrice lo salvaguardava .Da un pò quella filosofia è solo una traccia, ma molti non l’hanno capito e si arroccano sul pensiero di alcuni filosofi rifiutando di ascoltare se stessi.

Siamo nel tempo dell’isteresi, di una nuova pendolarità attorno a un uomo nuovo, siamo nel tempo  dell’incertezza,della ricerca di nuovi equilibri.La filosofia sistemica-umanista dice questo.

Tutti i filosofi moderni cercano di fuggire nel sociale,nella psicologia o in ambiti di pensiero senza capire che la filosofia sta cercando una base  nuova ma,nel contempo, antica . Per questo ora c’è confusione. Una base che non può che partire dai nostri naturali processi coi quali ci siamo da sempre interfacciati col mondo. Forse  è già troppo  accettare quanto detto rinnegando i maestri, noi compresi.

bussolaculturale@hotmail.com

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