La leggenda di Aci e Galatea – A cura di Noemi Iannone

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“Aci era figlio di Fauno e una ninfa nata in riva al Simeto:delizia grande di suo padre e di sua madre,ma ancor più grande per me; l’unico che a sé mi abbia legata.bello, aveva appena compiuto sedici annie un’ombra di peluria gli ombreggiava le tenere guance.Senza fine io spasimavo per lui, il Ciclope per me.” -Ovidio Metamorfosi –


Dal mito alla leggenda : ACI e GALATEA 
Secondo la mitologia Acireale prende il nome dal pastorello Aci, figlio del dio Pan, protettore dei monti e dei boschi.La leggenda narra del grande amore che univa Aci a Galatea, bellissima ninfa del mare dalla pelle color del latte molto cara agli dei. Ma  l’amore tra i due giovani  accese la gelosia del mostruoso gigante Polifemo con un occhio solo in fronte, il quale dopo il rifiuto di Galatea scagliò sul corpo di Aci un gigantesco masso che lo schiacciò.“Appena la notizia giunse a Galatea questa accorse dove era il corpo di Aci. Alla vista del suo amore gli si gettò addosso piangendo tutte le lacrime che aveva in corpo.

Il pianto senza fine di Galatea destò la compassione degli dei che vollero attenuare il suo tormento trasformando Aci in un bellissimo fiume che scende dall’Etna e sfocia nel tratto di spiaggia dove solevano incontrarsi i due amanti”.Dal sangue del pastore nacque dunque un fiume chiamato Akis dai greci, oggi  in buona parte sottoterraneo,  ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria la Scala (Borgo marinaro, frazione di Acireale) sfociando in una sorgente chiamata “u sangu di Jaci” (il sangue di Aci).


Iannone Noemi

bussolaculturale@hotmail.com

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