LA DESCRIZIONE E I LIMITI DEL LINGUAGGIO – A cura di Marco Velati

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Nella descrizione del mondo dovremmo chiederci che linguaggio usare,ma questo non è sufficiente ,dovremmo chiederci quanto questa descrizione sia coerente con quanto intendiamo descrivere.In realtà dovrei chiedermi molte cose ,una delle quali è il grado di significatività della mia descrizione per chi ne fruirà.Banalizzo:

cos’è?

>è un gelato

a che gusto?

>alla menta

che tipo di menta?(potrei andare avanti  dettagliando ancora)

>beh,lo vuoi il gelato o no?

Torno al punto con quattro asserzioni

1.La mappa non è il territorio(Korzybski)

2.Nell’istante in cui parli di una cosa essa ti sfugge(detto Zen)

3.Più cerchiamo una visione coerente del mondo e più ce ne allontniamo(Feng)

4 Nella misura in cui le proposizioni matematiche si riferiscono alla realtà,esse non sono certe;e nella misura in cui esse sono certe non si riferiscono alla realtà(A.Einstein)

Preciso che sono solo  4 asserzioni ,ma ragionandoci possiamo arrivare a capire  quali sono i limiti delle descrizioni.Vedo quali commenti riesco a proporre

1.Il significato di questa frase sembra molto semplice se lo vediamo in chiave personale: il tuo punto di vista non corrisponde a quella che è la vera realtà, cioè il territorio, ossia quello che esiste oggettivamente, che prevede svariati modi per intendere le cose. Comprendere  questa frase significa vivere con più consapevolezza e accettazione  degli altri.In chiave generale è un atto di modestia nel riconoscere che le cose che descriviamo somo di gran lunga più complesse.

2.Il definire una cosa,il parlarne,ne esaurisce i contenuti e ,quindi,essa sfugge per tutto ciò che è il non detto.Va detto che in termini di metacomunicazione spesso il non detto dice.Il misticismo orientale ,conscio della impossibilità di una descrizione puntuale,  in quanto l’esperienza della realtà trascende la parola e il pensiero,utilizza il  sistema della descrizione per così dire analogica .Utilizza la metafora,la poesia,il paradosso,il mito.

3.Una visione coerente non può essere per ogni ambito.La ricerca di una coerenza passa per  livelli di astrazione e sintesi.Via via che il linguaggio diviene più preciso si devono fare scelye e questo comporta perdite di alternative.Un esempio sono i modelli matematici e quelli verbali.L’errore di base è che la visione di coerenza  per i più attiene alla cosa mentre più corretta è la visione del contesto.Un esempio è la descrizione di “panorama” che non può essere la descrizione degli elementi che lo compongono.In sostanza la somma delle parti,se anche fossimo capaci di descriverle,è meno dell’insieme delle stesse.

4.Tutti i modelli e tutte le teorie,quindi le descrizioni,sono approssimate.Nella fisica per spiegare qualcosa non si fa altro che isolare un fenomeno perchè esso sia poi descrivibile.Facendo questo se ne trascurano altri. La ristrettezza del campo di indagine crea la sua approssimazione in una visione complessiva.Cosa sia meglio tra una visione di insieme e una  limitata ma più  precisa ?La domanda ha in se una imprecisione insanabile che è quella detta all’inizio.L’aspetto contestruale e relazionale.

Ma allora se la descrizione è solo un  velo che copre la realtà,se è solo forma,come possiamo vedere la sostanza?Ora quale è il limite della descrizione?sono i limiti del linguaggio ,sono i limiti del contesto relazionale nel quale operiamo,in altre parole sono i nostri limiti personali nella visione di queste cose.Ribaltando il limite della descrizione è la descrizione del limite.

bussolaculturale@hotmail.com

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