La cultura Ortodossa

Etimologia: ortodòsso – ορϑόδοξος, comp. di ὀρϑός «retto, corretto» e δόξα «opinione»].  Essa rappresenta la denominazione assunta dalla Chiesa greca (in base all’identificazione dell’ortodossia con la fede proclamata dai primi sette concilî ecumenici) per caratterizzarsi e contrapporsi alla Chiesa romana dopo lo scisma del 1054. Più in generale s’intendono in genere gli appartenenti alle varie Chiese cristiane ortodosse orientali di rito bizantino, organizzate in varî patriarcati (tra esse la più importante, anche per numero di fedeli, è la Chiesa russa). 

La Storia

Dall’8° sec. il patriarca di Costantinopoli diventò l’autorità ecclesiastica più importante dell’Oriente, attirando nella sua orbita regioni prima rette dal papa di Roma, esercitando attività missionaria specialmente tra i popoli slavi e unificando le Chiese nei riti (liturgia bizantina, bizantino-slava), nella disciplina e nella fede. Sulla base del principio che a Costantinopoli competeva il primato per essere la Chiesa della capitale dell’Impero, il patriarca si pose in antagonismo con Roma e pretese giurisdizione unica su tutto l’Oriente. La rottura definitiva avvenne nel 1054, quando il papa Leone IX e il patriarca Michele Cerulario si scomunicarono a vicenda. Alla fine dell’Impero bizantino i sultani turchi riconobbero il patriarca di Costantinopoli anche capo civile dei cristiani ortodossi a loro soggetti.

Le ragioni della divisione

La chiesa ortodossa oggi

La Chiesa ortodossa orientale è una comunione di più Chiese autocefale (esse hanno cioè piena autonomia nella scelta di un proprio vescovo, arcivescovo metropolita o patriarca) o autonome (queste ultime, seppur distinte, dipendono da un patriarcato ). Il primus inter pares (primo fa pari) è il Patriarcato di Costantinopoli definito ecumenico nel 587 e la cui sede vescovile è la Cattedrale di San Giorgio. In tutto, i patriarcati sono nove.

Il più famoso, nonché più numeroso, di tutti i patriarcati ortodossi è il Patriarcato di Mosca,infatti la Chiesa ortodossa russa conta circa 150 milioni di fedeli. Dopo quella russa, le Chiese ortodosse più numerose sono quelle di Romania, Bulgaria, Grecia, Serbia.

Sul celibato:

Una testimonianza più chiara l’abbiamo nella lettera del 385 di papa Siricio al vescovo di Tarragona. Il papa chiede che l’ordinazione a qualunque ministero, episcopale, presbiterale o diaconale, sia riservata a uomini sposati una volta sola. Al tempo stesso si proibisce che generino figli, perché sono tenuti a osservare la purità rituale: se sacerdoti e leviti d’Israele dovevano osservarla durante il loro servizio al tempio, i ministri della chiesa sono chiamati ad un servizio senza interruzione.

Dalla riforma di Gregorio VII al pontificato di Innocenzo III si sviluppa una continua e progressiva riaffermazione della necessità celibataria per il clero. La contrapposizione con la visione protestante porterà un’ulteriore radicalizzazione della norma cattolica latina.

 

I Sacerdoti dovrebbero sposarsi?

Il conflitto, via verso la pace

Il mondo che ci si propone oggi pone indubbiamente le nostre relazioni sul piano del “mi piace” o “ti blocco”. Detta logica non fa altro che poter continuamente cambiare i nostri interlocutori a seconda di quanto queste soddisfano la propria autostima. Ma questo, aiuta a maturare e a crescere? In assenza di verità può esserci crescita umana e spirituale? No!

Se ci circondiamo solo di persone che ci dicono quanto siamo bravi, non potremo mai scoprire e migliorare tutte quelle parti della nostra personalità che possono migliorare. Una relazione che può vantarsi di essere definita vera, deve avere in se la capacità di essere veritiera (Es. se sbagli te lo dico). Non vivere detta veridicità con se stessi e con gli altri porta solo a una conseguenza: LA SEPARAZIONE.

Film

Cattolici e ortodossi oggi

PAPA FRANCESCO: “Cattolici e ortodossi possano promuovere iniziative congiunte a livello locale su questi temi, perché ci sono molti contesti in cui gli ortodossi e i cattolici possono già lavorare insieme senza aspettare il giorno della piena e visibile comunione”

Patriarca Russo: il metropolita Hilarion ha sottolineato l’importanza nel contesto attuale della “comune testimonianza delle Chiese sui valori universali di pace, amore, misericordia e perdono”. “Il mondo è diviso e chiama i cristiani”

La riunione di Bose è stata copresieduta dal Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e dall’arcivescovo Job di Telmessos, rappresentante del Patriarcato Ecumenico presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Alla fine, si è deciso di rimandare lo studio del testo Verso l’unità della fedela cui stesura era stata affidata ad una sottocommissione di quattro membri. Si è invece discusso del documento Primato e sinodalità nel secondo millennio e oggi, perché – ha spiegato monsignor Palmieri – “il tema è sembrato in maggiore continuità con l’ultimo documento approvato dalla Commissione mista internazionale, intitolato Sinodalità e primato nel primo millennio. Verso una comune comprensione al servizio dell’unità della ChiesaSi è deciso, quindi, di “redigere un documento che possa spiegare come si è realizzato all’interno delle Chiese il rapporto tra primato e sinodalità attraverso le diverse fasi del secondo millennio e il perché di tali sviluppi”, e si è pensato utile integrare il testo con “una maggiore riflessione teologica sugli elementi essenziali evidenziati dall’indagine storica”.

La vita tra dialogo e conflitto

La Famiglia Belier

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