Io credo o noi crediamo? – a cura di Gabriele Cianfrani

Quando all’interno della liturgia giunge il momento della «professione della fede», ognuno dice: «credo in Dio… (Simbolo degli Apostoli)» oppure: «credo in un solo Dio (Credo niceno-costantinopolitano)», per cui ognuno si esprime singolarmente.

Ma nonostante ognuno esprima la professione di fede singolarmente, ciò avviene in maniera «isolata»? Nell’articolo circa la Chiesa è stato riportato che il termine «Chiesa» è di derivazione greca (ekklesia) e che sta ad indicare la «chiamata di Dio», e che il greco ekklesia traduce l’ebraico qahal.

Inoltre, è stato anche chiarito che il termine «liturgia» deriva sempre dal greco: λέιτος (leiton) έργον (ergon) che significa «opera pubblica» (dal latino publicum opus). Ora, il Catechismo della Chiesa Cattolica riporta che «io credo»: è la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo.

«Noi crediamo»: è la fede della Chiesa confessata dai Vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente, dall’assemblea liturgica dei credenti. «Io credo»: è anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con la sua fede e che ci insegna a dire: «Io credo», «Noi crediamo» (CCC, n. 167).

Ed ecco che la professione «Io credo» non è mai isolata, ma sempre inserita nel «Noi crediamo», tale da rimandare alla Chiesa come popolo di Dio, corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo.

Ognuna di queste definizioni rimanda ad un contenuto ben preciso e di grande profondità, oltre a considerare che la definizione successiva aggiunge aspetti importanti a quella precedente, cosa che è molto importante.

Ma ciò che illumina in generale sull’«Io credo» e il «Noi crediamo» è quel meraviglioso passo evangelico giovanneo circa la vite e i tralci, infatti, Gesù è la vite e «noi» siamo i tralci, ed occorre che «il» tralcio resti nella vite per portare frutto e, quando porta frutto, il Padre, che è il vignaiolo, lo pota affinché porti più frutto (Cfr. Gv 15, 1-11).

Dunque la professione singola di ognuno di noi è singola ma non «isolata», in quanto è sempre inserita in quella assemblea convocata direttamente da Dio, e sempre tale resterà, anche perché la convocazione è da parte di Dio, che è la Santissima Trinità. Pertanto, nella Chiesa stessa, si riscontra l’opera trinitaria.

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