Il tempo: Da quello di Sistema a quello Percepito a cura di Marco Velati

Al di là di una visione fisica e oggettiva e misurabile della realtà,del concetto di tempo se ne discute da sempre. Parlo quindi di una percezione umana del Tempo.

Non ho fatto molte riflessioni basandomi solo sulla intuizione si trattasse di una derivata funzionale utile alla interpretazione dei cambiamenti e non  diretta quindi. 

L’intuizione mi diceva  che il mutamento di una realtà percepita (cambiamento della struttura delle correlazioni)  non  è misurabile con un referente temporale arbitrario esterno e che quindi si potesse parlare solo i termini qualitativi.

Come detto il processo umano è quello di passare da una intuizione di tipo emotivo ad una riflessione  che assume ,a seconda della impostazione individuale ,l’aspetto di una analisi di  processo. L’intuizione non viene esclusa ma vien fatta intervenire quando si ha necessità di un suggerimento per  poter proseguire.

Per cercare una logica nella visione del Tempo sono mio malgrado obbligato a seguire una analisi degli elementi cercando tra essi delle correlazioni che mi aggancino alla rappresentazione della realtà. Questa analisi passa per una partizione della visione del Tempo che è la seguente:

Ts= Tempo sistemico

Tf= Tempo del fenomeno ,ambito o situazione che analizzo

Tp=Tempo percepito dal soggetto al termine del fenomeno e durante

Il Ts è la “sommatoria” dei Tf  e  Tp è funzione di questa sommatoria

E’intuitivo che Tp sia diverso da Tf e Ts perché la nostra percezione del tempo dipende dalla nostra relazione col fenomeno e dai contesti che il Sistema ci porta durante questa relazione. La nostra relazione dipende dalle aspettative e queste dipendono dallo scopo. 

Un esempio elementare:se lo scopo  è quello di sgranare 5 kg di fagioli le aspettative sono che mi annoierò e che il tempo non passerà mai e quindi Tp>>Tf

Posso cominciare a dire che la discrepanza tra Tp e Tf è “di massima” legata a fattori individuali  di aspettative nel rapporto individuo e ambito nel quale il fenomeno avviene. Questo rapporto non è lineare però.

Cioè non posso dire che Tp= K x Tf dove K è <1 per i fenomeni piacevoli e >1 per quelli noiosi. Direi una ovvietà mascherata da una formula e non ci aiuterebbe a capire il rapporto sistemico né la realtà degli accadimenti.

Dobbiamo introdurre almeno questi  elementi :

1.i fenomeni non sono mai lineari,così come la nostra relazione con essi , ma hanno dei transitori prima di entrare a regime. Significa che,nel caso dei fagioli, io non mi annoierò a sgranarli per un po’ di tempo in quanto starò imparando a farlo. Nel caso io avessi piacere a cucinarmi una torta io invece mi annoierò ad aspettare che il forno arrivi a temperatura e che la torta si cuocia.

2.Questo introduce il secondo aspetto che è quello della linearità di quel K posto nella formula.  Esso quindi non è un numero stabilito a priori ma una indicazione di massima. Graficamente nel diagramma cartesiano Tf/Tp non ci sarà una retta ma una curva o una spezzata che mi approssimi una parabola  e  che ci dice ,tra l’altro,come ciò che succede dopo è influenzato dal contesto di un prima.  

Poichè lo scopo è correlato al contesto posso dire ci saranno diversi scopi all’interno del processo nel quale il fenomeno accade e ,per conseguenza, diverse aspettative e quindi il Tp finale ne sarà influenzato ,sarà la somma, potremmo azzardare,dai vari Tp delle fasi del fenomeno.

3.Questo introduce la nostra possibilità di mutare le aspettative di Tp operando sullo scopo e praticamente sul contesto. Faccio due esempi il primo riguarda sempre quei fagioli che devo sgranare.

Se cambio lo scopo e l’obiettivo di sgranali diviene una sfida con me stesso se riesco a farlo in un’ora il Tp tenderà a coincidere con il Tf.

Oppure potrei pormi dei sotto obiettivi come quello di verificare la tecnica migliore per farlo oppure per capire se c’è una relazione tra lunghezza del baccello e numero di fagioli contenuti.

Se sono in coda alla posta il Tp sarà maggiore del Tf se il mio scopo è solo quello di pagare un bollettino,ma se aggiungo lo scopo di conversare col vicino o di pensare a qualcosa di complesso il Tp si riduce.

Queste considerazioni cosa mi dicono,come minimo, in termini sistemici:

>che i fenomeni non sono mai isolabili e che ci sono transitori. Questo implica una ulteriore conferma  della continuità tra gli elementi del Sistema.

>che lo scopo continua ad essere l’ordinatore del Sistema in termini di mia rappresentazione  e che forza la struttura di correlazioni . Maggior sarà la mia capacità di visione del fenomeno e maggiori saranno le possibilità di trovare uno scopo adeguato.

>La coincidenza di Tf e Tp implica una visione più oggettiva di quanto può essere la realtà e anche di come posso relazionarmi con essa. Un importante considerazione è l’accettazione degli effetti che il Sistema ha su Tf portando la sua casualità.

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