IL PENSIERO DELLA SUPERFICIE – di Marco Velati

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Pochi elementi della fisicità delle cose sono così “dati per scontati” come le superficie. Esse potrebbero essere considerate come elementi di separazione con quanto sta sotto la superficie stessa ,ma questo sarebbe non solo banale,ma anche falso.Sono invece elementi di relazione tra il soggetto e la sua parte intima.A noi non interessa cosa ci sia sotto la superficie della tela,del vaso decorato,del metallo lucidato,del legno…a noi interessa il rapporto emotivo che la superficie suscita.Questo rapporto è mediato dalla vista,ma va oltre la vista.Viene mediato dal tatto, ma ne va oltre.Il sentire la grana,la levigatezza e il far entrare queste cose in noi,in rapporto intimo, ci farà sorprendere quando la superficie finirà di mandarci messaggi,di creare una tensione,quando ne realizzeremo la sua limitatezza e quindi, tramite quella mancanza,anche la nostra.Il vedere la superficie di un vaso,di un piatto decorato,di un quadro è vedere con gli occhi della mente, è un sentire cosa c’è sotto ila superficie e dentro di noi.Dire che la superficie è un simbolo è improprio,”il caso singolo non fa la classe ” direbbe Russel,così come il significato personale di quella superficie non la assurge a senso-spiegazione generale .La limitatezza del mio pensiero vede solo la superficie come un tramite tra il noi- fisico e il noi- intimo ,questo ,beninteso,quando entriamo in rapporto empatico col mondo.

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