Il modello astronomico di Johannes Kepler – Di Gabriele Cianfrani

Johannes Kepler (Giovanni Keplero) nacque in Germania, precisamente a Weil (nei pressi di Stuttgart), il 27 dicembre del 1571 e morì a Ratisbona il 15 novembre del 1630.

Con Keplero si può dire che l’illustrazione di quel che riguarda la «rivoluzione scientifica» è quasi compiuta – prima di lui vi sono Copernico e Brahe.

Quasi compiuta perché, seppure di solito si tenda ad illustrare la «rivoluzione scientifica» con i nomi di Copernico, Brahe e Keplero, pare giusto che per una questione di maggiore completezza si inserisca anche Galilei, con il quale Keplero ebbe anche modo, durante alcuni momenti, di confrontarsi tramite lettere scritte.

L’importanza dell’Astronomo tedesco è notevole, soprattutto per ciò che riguarda la rotazione dei pianeti seguendo ognuno la propria orbita ellittica. Sostiene che la legge dell’universo è armonica e che al centro vi è il sole. I pianeti che ruotano attorno al sole seguono questa armonia geometrica.

Nell’opera Astronomia nova (1609) Keplero enuncia le due leggi intorno al moto dei pianeti: 1) le orbite descritte dai pianeti intorno al sole sono ellissi di cui il sole occupa uno dei due fuochi; 2) le aree descritte dal raggio vettore sono proporzionali al tempo impiegato a descriverle [poiché la velocità di un pianeta non è sempre la stessa, e poiché si tratta sempre di un’orbita ellittica, il pianeta sarà più veloce quando si troverà vicino al sole, al perielio, e più lento quando si troverà più lontano, all’afelio].

La terza legge è contenuta nello scritto Harmonices mundi (1619) ed è questa: i quadrati dei tempi impiegati dai diversi pianeti a percorrere interamente la loro orbita stanno tra loro come i cubi degli assi maggiori delle ellissi descritte dai pianeti [quanto più un pianeta è vicino al sole tanto più il tempo di percorrenza della sua orbita è minore; quanto più uno è distante tanto più impiega per percorrere la sua orbita.

Ad esempio, il pianeta Mercurio impiega meno tempo per percorrere la sua orbita rispetto al pianeta Marte, che impiega più tempo per percorrere la sua di orbita].

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