IL MITO DI APOLLO – L’AMORE NON CORRISPOSTO

Il mito di Apollo parla del dio più venerato nell’antica Grecia subito dopo Zeus. Fu tanto importante che il suo culto riuscì a sopravvivere in sordina fino al Medioevo, suscitando diverse sette, l’arte e la cultura Europea.

La sua storia ha origine da uno dei molteplici tradimenti di Zeus, che mise gli occhi su Leto, la fanciulla rimase incinta, ma Era, consorte legittima di Zeus, scoprì la scappatella e avviò una feroce persecuzione contro la titanide. La moglie tradita, chiese così alla figlia Ilizia, dea del parto, di impedire la nascita del figlio di Leto, la quale soffrì terribili dolori per nove giorni.

Gli dei, tuttavia, ne ebbero compassione, e permisero a Leto che aspettava due gemelli, di partorire la prima figlia Artemide, e di nascere e di diventare in fretta adulta in modo da aiutare la madre a partorire il fratello, Apollo.

Era, adesso ancora più furiosa, inviò il serpente Pitone per sterminare la famigliola, ma gli dei impietositi nuovamente fecero crescere Apollo in soli quattro giorni, che per vedetta uccise il mostro scagliando mille frecce. Dove il mostro cadde morto, venne innalzato l’Oracolo di Delfi.

Apollo ebbe una discendenza numerosa, ma fu sfortunato in amore.

Si invaghì di Cassandra, alla quale aveva donato una profezia, ma lei lo respinse. Poi si innamorò di Dafne, dopo essere stato colpito da una freccia di Cupido, ma anche questa volta non fu ricambiato e vide la ninfa trasformarsi in albero.

Il mito di Apollo si compone di diversi episodi, molti dei quali atti di violenza. In uno dei più noti , Zeus ordinò ai Ciclopi di uccidere Asclepio, figlio di Apollo. Devastato dal dolore, il dio delle arti uccise i ciclopi e fu per questo punito. Zeus lo inviò nel mondo dei mortali e Apollo dovette vivere come loro e provare la loro stessa sofferenza.

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