I corpi galleggianti secondo il metodo STEVINO a cura di Santo Armenia

Stevino lo studio dei corpi galleggianti lo ha condotto, sempre come modello teorico, ipotizzando un liquido incomprimibile, avente gravezza specifica uniforme, contenuto in un recipiente, ove ipotizza un “vaso superficiale” per poter sostituire il liquido contenuto in questo “vaso superficiale” con un qualsiasi corpo.

Dal confronto delle due gravezze specifiche, quella del liquido (gr l) e quella del corpo considerato (gr c), dimostra i tre possibili stati:

a) gr l > gr c  corpo in stato di galleggiamento (corpo parte nel liquido          

                       e parte in aria);

b) gr l < gr c corpo affondato (corpo interamente sul fondo);

c) gr l = gr c  corpo in stato di equilibrio indifferente (corpo al di sotto

                       della superficie libera del liquido, a qualsiasi profondità,

                       senza toccare il fondo).

MIE OSSERVAZIONI

Lo stato di galleggiamento (gr l > grc) e quello di corpo affondato

(gr l < grc) quotidianamente lo sperimentano tutti: questi principi teorici concordano con quelli della natura.

Lo statodi equilibrio indifferente (gr l = gr c) “corpo al di sotto della superficie libera del liquido, a qualsiasi profondità, senza toccare il fondo”, invece, è in contrasto con il principio teorico formulato da Archimede che non prevedeva la possibilità per il corpo di poter essere “a qualsiasi profondità”.

La condizione di equilibrio indifferente prevista dalla Comunità Scientifica (vedasi libri di testo di scuola secondaria di secondo grado ed universitari), quando la densità del corpo uguaglia la densità del liquido, è coincidente con quella di Stevino.

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