Gli anelli di Saturno: Storia e composizione

Nel 1610 Galileo Galilei, puntando il suo telescopio su Saturno, a quel tempo ritenuto il pianeta più lontano della Terra, notò che aveva una specie di orecchie. Successivamente si capì che era un anello che si supponeva solido e rigido.

Nel 1700 scoprì una breccia nel disco che come detto si supponeva solido. Si trattava di un anello di separazione scuro che divideva il disco in due parti. Questa separazione divenne poi nota come divisione di Cassini. La parte dell’anello esterna alla divisione di cassini, larga 19 mila km, venne detta disco A, mentre la parte più interna disco B. Successivamente fu scoperto l’anello C, ancor più interno e appena percettibile.

SONDA CASSINI

Nel 1856, abbiamo un’esatta definizione di questi anelli. L’astronomo Maxell sostenne la tesi secondo la quale che l’unico sistema di anelli che può esistere è quello composto da particelle con velocità diverse in accordo con le loro rispettive distanze. Si allontana così la tesi secondo la quale l’anello sarebbe solido.

L’esistenza di un’atmosfera è confermata dalle notevoli bande oscure che compaiono nello spettro del pianeta e che oggi, sappiamo dovute principalmente a metano e ammoniaca, che dopo l’idrogeno e l’elio sono i due gas più leggeri.

I più recenti studi, hanno avvicinato il pianeta da 3 sonde, di cui il più famoso è certamente il Voiager 2 (1981). Da qui Si è finalmente giunti alla conclusione che gli anelli, hanno una struttura irregolare e sono composti da Gas e asteroidi differenti (vedi Fig. sotto) che essendo intrappolati nel campo magnetico del pianeta gli roteano intorno, disegnando così quello che a noi appare come un anello.

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