Giovanni Duns Scoto – A cura di Eugenio Merrino

Le Nazioni che si contendono la nascita del Beato Giovanni Duns Scoto, sono tre, e sono l’Inghilterra, l’Irlanda, e la Scozia.

L’Inghilterra, e in modo particolare Bartolomeo da Pisa, fa risalire i natali del Beato Scoto, presso il villaggio di Duns della Regione del Northumberland, grazie a un codice antico, esistente nella biblioteca del collegio di Merton; in forza di ciò ricordiamo anche nel medioevo il sistema identificativo di una persona, soleva mettere accanto il nome la città di provenienza e a seguire la propria nazionalità. Da cio’ si evince che,  Giovanni è il nome di battesimo, Duns  è la città o villaggio di provenienza, e Scoto ne è la Nazione di nascita e  se questo non bastasse, vi è anche la testimonianza di Antonio D’Andrea d’Aragona (suo allievo),  chiamato anche dottore dolcissimo, “il quale al termine di un commento sulla metafisica del suo venerato maestro Giovanni Duns scoto, così dice: “tanto nel sentenziare, quanto nel notare, io ho seguito la dottrina di quel sottilissimo ed eccellentissimo dottore, la cui fama e memoria è in benedizione […] Cioè il maestro Giovanni Duns, che fu di nazione scozzese, di religione minorita» .

Riguardo la nascita, prenderemo come buona la data convenzionale del 1274, perché considerata dai più come la più probabile. Ora, sebbene alcuni autori, come lo  storico Spader, sostengono che egli fu di natali nobili, i più sostengono che lo Scoto provenga da umili origini, e più precisamente di una famiglia di pastori.

Un giorno non meglio precisato, due frati francescani vennero a predicare in quella zona, ed egli  affascinato da questo grande ideale chiese di poter seguire le orme di San Francesco d’Assisi e dunque di entrare nell’Ordine Mendicante dei Frati Minori. Accolto come oblato all’età di 14 anni, proseguì la sua formazione presso il convento di Dumfries, dove svolse il noviziato. Essendosi da subito, distinto per intelligenza e propensione agli studi, fu inviato dal suo Padre Provinciale a Oxford.  «Egli ebbe per precettore Guglielmo Warrone il – dottore fondato -, un Francescano inglese, di cui Pico della Mirandola tesse il migliore elogio, chiamandolo” dottore eccelso  lustro  e decoro della Chiesa e  da lui egli ricevette le prime lezioni sulla teologia, il diritto canonico e civile, l’astronomia, le matematiche e la geometria» . Quando il Warrone dovette lasciare Oxford per andare ad insegnare all’Università di Parigi, a lui successe il nostro Scoto, che al tempo insegnava già filosofia. Egli si distinse subito per i numerosi commenti  alle sentenze di Pietro Lombardo, mettendo così in luce, tutte quelle capacità intellettive che gli valsero il titolo di dottore sottile.

 Ad Oxford Compose il Trattato forse più noto, il De primo principio, scritto nel quale egli riesce a dimostrare enumerandone le perfezioni infinite, che non solo Dio esiste in maniera evidente e percepibile dalla ragione, ma che Egli è l’essere necessario, eterno, immenso, e fine di tutte le cose. Avendo la santa abitudine di iniziare e terminare ogni suo scritto con una preghiera, così egli termina detto trattato: «Dio, Signore Nostro, tu sei uno naturalmente e uno numeralmente. Tu hai annunciato il vero dicendo che fuori di te non vi è alcun Dio e benché vi siano molti dei, perché così chiamati o reputati,  Tu solo sei unico numeralmente, Dio vero, dal quale nel quale è per il quale furono fatte tutte le cose. Tu sei benedetto nei secoli. Amen» .

Nel 1304 la fama del dottore sottile, era già arrivata nei maggiori centri culturali europei, e pertanto era conteso dalle più eccellenti università. L’allora Generale Gonsalvo, dopo non poche pressioni da parte dei Francesi della Sorbona, acconsenti al trasferimento di Giovanni Duns Scoto, in predetta facoltà, scrivendo quanto qui si riporta «Io assegno alla vostra carità che il detto Padre Egidio si debba principalmente e normalmente presentare il diletto Padre Giovanni Scoto, della cui lodevole vita, scienza  eccellente e ingegno sottilissimo, come delle altre sue condizioni, io sono a pieno informato, sia per la lunga esperienza, sia per la fama che di lui si è divulgata dappertutto» . Così per quanto sopra e con santa obbedienza, all’età di circa 30 anni il nostro Beato ricevette l’ordine di recarsi a Parigi.  E’ bene sottolineare, senza voler disprezzare l’Università di Oxford, che alla Sorbona brillarono menti del calibro di Alessandro Di Hales,  San Tommaso d’Aquino, e Bonaventura da Bagnoregio.  I 2 eventi più importanti di cui in questa tesi si farà nota più avanti, saranno: 1) La disputa del 1307 contro i domenicani, riguardo il privilegio della Vergine Maria  che la esenta dal peccato originale acquisendo così nel 1854, il titolo di Immacolata,  e 2) L’espulsione, o meglio l’esilio forzato di Giovanni Duns Scoto dalla Sorbona, a causa dell’editto di Filippo il bello, contro Papa Bonifacio VIII, che imponeva a tutti i prelati di firmare contro il Papa.

Nel 1308, mentre predicava gli esercizi spirituali ai Chierici, egli ricevette la lettera del predetto padre generale  che gli ordinava di trasferirsi nel convento francescano di Colonia. Le motivazioni di questo trasferimento sono molteplici. Tuttavia, l’opinione con cui concordano i maggiori storici  è che egli fu inviato a Colonia per combattere l’eresia  dilagante.  L’8 novembre dello stesso anno fu colto da malore, così moriva Giovanni Duns Scoto, colui che era riuscito, come forse altri mai, ad illustrare  in modo inarrivabile, con la sottigliezza dell’ingegno, i profondi misteri della divinità e del mondo» .

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