Fahrenheit 451 di Ray Bradbury – Recensione a cura di Francesca Carcaterra

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“Le idee scritte hanno un potere speciale. Sono il modo con cui trasmettono i pensieri da una generazione all’altra”.
Ecco perché abbiamo bisogno dei libri! Perché le idee sopravvivono in eterno e accendono il fuoco della vita dentro ognuno di noi.

Scritto nel 1953 Bradbury anticipa di molto l’era del Grande Fratello, anticipa il tempo dell’uso della tecnologia più sfrenata nella vita dell’uomo moderno. Si legge in lui la televisione della fine degli anni ottanta quando, un Pigmalione esperto sussurra all’orecchio di una giovane Lolita le parole da dire. Anticipa Bradbury, quasi sciocca la descrizione di un mondo a noi molto più vicino rispetto ai tempi di stesura del testo.

Contestualmente Fahrenheit 451 descrive la Storia da Bradbury stesso vissuta, nell’immaginario del lettore si apre la scena della guerra atomica così come il rogo dei libri perpetrato da parte dei nazisti. Anticipa e racconta Bradbury. Una storia con la grande Storia come scenario, il lettore la riconosce durante la lettura.

Guy Montag il protagonista è un pompiere all’incontrario, non spegne il fuoco con l’acqua ma lo accende per distruggere ciò che disturba la mente felice del mondo fasullo creato da una società distorta: i libri. “Si comincia col bruciare un testo sgradito e si finisce con le persone”. Guy Montag brucia i libri, da sempre, da generazioni nella sua famiglia. Ma è sufficiente una immagine di un libro stretto al petto, di un dito che indica la luna, di una domanda semplicissima – ci pensi mai – affinché la certezza di vivere una vita fasulla esplode improvvisa agli occhi di Guy. Esplode la voglia di sapere cosa ci sia nei libri da renderli così pericolosi, una bramosia di sapere che lo porta alla ribellione totale, fino all’estremo.

“A quale temperatura brucia la carta: 451 gradi della scala Fahrenheit.”
C’è da chiedersi per ognuno di noi: a quale temperatura brucia il fuoco della curiosità nel voler sapere il perché delle cose attraverso la lettura dei libri.
I libri profumano di noce moscata e spezie dei paesi lontani. Annusiamoli mentre leggiamo.
Un must


Francesca Carcaterra

bussolaculturale@hotmail.com

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