Disponibilità contro Libertà di Marco Velati

Nel pensiero europeo la nozione di disponibilità è sotto-valutata ,è in sostanza solo una nozione e non ha contribuito a costruire la nostra interiorità;anzi nella disponibilità il soggetto si concepisce non più in rilievo,ma in negativo.

Ad una analisi più approfondita essa è per il soggetto una posizione difficile da tenere perché comporta la rinuncia momentanea ,un privilegio che gli costa caro ponendogli limiti.Non è una rinuncia ma  atto di individualismo.

L’essere disponibile è abbracciare una posizione rinunciando a tutte le altre,è abbracciare le pluralità ,ma all’interno di una stessa potenzialità.La disponibilità non è oppositiva ed evita lo scontro.

Per tutti questi elementi si capisce come il pensiero occidentale abbia ostacolato questa capacità di apertura(aspetti mistici a parte).Nel pensiero cinese la disponibilità è il fondo stesso del pensiero.La disponibilità è a monte di tutte le virtù,è una disposizione che non adotta disposizione alcuna e saggio è chi sa accedere alla disponibilità.

Il saggio,per essere disponibile deve essere un vaso vuoto,se si attacca a una idea perde le altre,si crea delle necessità,si blocca in una posizione e il suo io perde la disponibilità.

Il saggio non permette che il campo delle possibilità si restringa(pensiero sistemico della varietà).La saggezza è senza un contenuto che la orienti o predisponga ,esse deve solo rendersi disponibile lasciando aperto il ventaglio delle possibilità,senza irrigidirsi né sottrarsi.Nella saggezza il giusto mezzo è, tra due cose,poter far l’una quanto l’altra,valutando però la varietà dei casi.

Il conoscere cinese  non è farsi un’idea, ma rendersi disponibile.Si produce uno svuotamento interiore:non attraverso il dubbio, ma attraverso un abbandono non a livello di intelletto ma di comportamento. Bisogna evitare che la nostra mente sia “avvenuta”, irrigidita,costituita,murandosi in punti di vista.Occorre mantenere tutte le cose nell’uguaglianza.

L’Europa ha misconosciuto la risorsa della disponibilità proprio perché ha sviluppato un pensiero della libertà; per la Cina vale l’inverso.La libertà implica una effrazione rispetto alla situazione nella  quale l’io si trova implicato, questa emancipazione lo promuove a Soggetto che si arroga una iniziativa.

La Libertà esige uno strappo che fa uscire dalle condizioni assegnate.In altri termini la libertà promuove quell’ideale per rottura dell’ordine del mondo non per “apertura”ad esso. C’è una posizione cinese che è simile ed è”evolvere a proprio agio e senza ostacoli”.

Nell’antica Grecia la libertà era vista come un affrancamento interiore dell’individuo attraverso il dominio delle sue passioni e rappresentazioni.

Questo pensiero è stato dimenticato  e così la libertà è diventata una invenzione che pone come universali le leggi che essa stessa crea,basate sulla autonomia e ,di fatto, allontanandosi da una visione naturale e umana.Creando in sostanza una sua definizione metafisica elevata ad assoluto.

Ne viene che la disponibilità è un rapporto armonioso con le cose ,non di distacco, ma di integrazione,sfruttando le risorse senza contrapporci. Questo pensiero si ritrova anche nello sviluppo politico di un vasto impero come la Cina nel quale non  si è passati attraverso lotte di affrancamento della libertà locale ,ma un prolungamento delle strutture familiari.In Cina si è sviluppato un pensiero che permette al soggetto di essere in fase col mondo evitando di lottare con esso per conquistarsi la libertà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto