DAL PROCESSO ALLE CLASSI LOGICHE, dal pensiero all’atto – Articolo a cura di Marco Velati

In un processo che porta dal pensiero all’atto ciò che è a monte include quanto è a valle . Direi che è intuitivo dire che il pensiero di fare un qualcosa  è immanente al qualcosa che viene fatto. Ci possiamo poi  spingere più in là nella riflessione ed è utile uno schema generale  di questo processo :

0.Idea emergente ,è idea inconscia dalla quale nasce un pensiero grezzo che viene vagliato per divenire>

1.Pensiero operativodi stabilire una relazione ,da questo ,attraverso la ragione si arriva alla >

2.Volontà di base per stabilire una>

3.Relazione tipo con qualcosa attraverso un >

4.Atto del fare che ha come oggetto  la>

5.Cosa che vien fatta

Parlare della Classe logica di una idea emergente è ostico in quanto l’emersione della stessa avviene attraverso modalità ben lontane dalla logica, quindi posso dire  la Classe logica è in crescita da 5 a 1 mentre il processo si sviluppa da 1 a 5.

E’ importante capire a buonsenso che  l’importanza delle fasi (degli item direbbero gli esperti di comunicazione), vanno proprio dal 5 all’1. In questo ambito la cosa che vien fatta è meno importante del fatto che venga fatta  e il come  è la conseguenza della modalità relazionale che dipende dalla volontà di chi vuole comunicare  e che non deve arrivare da una imposizione ma da una scelta di pensiero.

Nella comunicazione si dice che prima di ogni cosa ci deve essere un rapporto tra le parti ,rapporto che ha  il pensiero di una relazione come elemento comune  .

Se spingiamo la riflessione un passo più avanti potremmo dire che< la sequenza del processo è di una Classe Logica superiore alle fasi dello stesso >,questo fatto è condizionante per la nostra mente   e ci porta a vedere il tutto in modo astratto e simbolico .

Il fatto di eseguire un processo nel quale l’elemento finale è marginale  ci focalizza a non prendere in considerazione la cosa ma l’atto del farla e ,un gradino più su, la sua relazione con altro. Il “metti la cera ,togli la cera” di Karate Kid non ha a che fare con la cera ma con l’atto e con la relazione di questo in un differente ambito.

Lo studiare latino è di una classe logica inferiore alla tenacia dell’atto di farlo che a sua volta è inclusa in  quello che sarà una nostra relazione con lo studio e la volontà in ambiti futuri .

In termini di addestramento/condizionamento noi tutti dovremmo anche chiederci  con preoccupazione quanto il subire la reiterazione di una parte di processi voluti da altri ci possa giovare. Come detto l’oggetto finale non è mai l’obiettivo di tutto il processo.In questi giorni di “pandemia”l’oggetto  non è il metter o non mettere la mascherina, è in parte il farlo su comando , ma l’abituarci a una relazione  di ubbidienza all’Autorità.

La durata dell’azione deve essere tale da creare una abitudine,un automatismo,come  nel film appunto.L’automatismo ,ripeto, non è per la cosa ma per la classe logica che la include ,cioè la relazione con l’Autorità.Questo condizionamento  sarà la base per molti per l’accettazione di nuove richieste.

Al di là delle considerazioni politico-sociali dobbiamo sempre pensare che tutto ciò che facciamo è parte di un processo del quale dobbiamo capire le logiche che ne  correlano le fasi  se vogliamo sviluppare un pensiero  ampio e articolato.

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