CAVALIER HAK di Hagar Lane – Recensione a cura di Maria Acosta

Cavalier Hak è un libro che si comincia a leggere come un racconto classico con fate, essere buoni e malvagi, e battaglie tra il bene e il male.

Cavalier Hak è una donna, forse una ragazza. Non si sa la sua età. Io l’immagino giovane, bella, forte, decisa, con i dubbi propri della giovinezza, e anche con lo stesso coraggio che poteva provare qualcuno di noi quando aveva 20 anni. Io ho ancora 20 anni… nella mia anima, si intende.

Quello di Hagar Lane è un romanzo che, attraverso la fantasia, la mitologia, la psicologia e l’amore per la natura e gli esseri che abitano il nostro Pianeta, vuole esprimere un punto di vista diverso sull’Umanità.

La storia di un cavaliere errante che per circostanze che non hanno a che vedere con lui direttamente, deve muoversi da un villaggio all’altro sul suo cavallo, da solo, cercando un posto fisso dove abitare, è una storia comune a ogni civiltà.

Questo cavaliere diventa nobile e poi re di un territorio e agisce con giustizia sul destino dei suoi abitanti. A volte il potere porta questo cavaliere, già re, alla follia. Ogni volta che Hak la stacca dal suo cuore, rinasce con forza.

Questo cavaliere deve, assolutamente, lottare quasi fino alla morte contro un potere che, nonostante creda fare il bene, in realtà porta gli uomini alla schiavitù. Contro questo potere che crede di possedere la Ragione Assoluta e che vuole che tutti coloro che non la pensano come lui vengano massacrati, si alza questo cavaliere errante.

Perché il mondo non ha bisogno dei folli che non rispettano chi la pensa diversamente, e così Cavalier Hak lotterà contro i Giusti, comandati da Innocente:

Io, Giusto Innocente, Sommo Governatore della Congrega dei Giusti, Imperatore dei Draschi e Generale delle milizie e dei cavalieri di tutta la valle, comunico che ha avuto inizio la guerra santa contro i Musulmani, gli Ebrei, i Catari, i Valdesi, i Borgomili, i Patarini, gli Umiliati, i Dolciniani, i Beghini, i Poveri di Lione, i Passagini, i Giosefini, gli Arnaldisti e i Pagani. La guerra si spanderà in ogni angolo della Terra, finché resterà in piedi una sola congregazione: quella dei Giusti. Ammazziamoli tutti! Dio Riconoscerà i suoi. (pagina 145)

Il libro di Hagar Lane è anche una metafora sui tempi attuali, sulla maniera di pensare dell’uomo moderno. Qualcosa si deve cambiare ed è all’interno di noi che dobbiamo prima di tutto farlo.

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