Cartesio e la ricerca del metodo a cura del dott. Gabriele Cianfrani

Trattare un autore come Cartesio richiede una certa dose di attenzione e date le circostanze anche una certa capacità di brevità.

Per questo il lavoro si dividerà in quattro articoli: Cartesio e la ricerca del metodo (il presente articolo); Il dubbio metodico e il cogito cartesiano; La verità di Dio in Cartesio; La scienza cartesiana.

René Descartes – italianizzato Renato Cartesio – nacque in Francia, precisamente a La Haye il 31 marzo 1596 e morì a Stoccolma l’11 febbraio 1650.

Di formazione inizialmente derivante dai Gesuiti e dottore in Diritti canonico, titolo conseguito presso l’Università di Poitiers, con lui si passa definitivamente nell’età moderna.

Anzitutto occorre precisare che per Cartesio la scienza matematica e geometrica sono dei riferimenti per il corretto metodo, infatti, Cartesio è stato anche un grande matematico.

Nella sua opera giovanile Regole per la guida dell’intelletto traspare già la ricerca del «metodo», poiché egli affermava che il sapere è possibile ma se si osservano delle regole riguardanti la verità, la quale è accessibile. Ma cosa si intende per «metodo»?

Ora, per il filosofo, il metodo – parola che viene dal greco μέϑοδος (méthodos) e che significa «via al di là; strada oltre…», da «metà» (oltre) e «hodòs» (via) – consiste in quel percorso ordinato verso la verità seguendo precise regole.

Il testo di riferimento è il famoso Discorso sul metodo, nel quale vengono esposte le «quattro regole» del metodo cartesiano:

1. Regole dell’evidenza: tale regola prevede di accettare solo quelle idee che godono di «chiarezza» e «distinzione», in modo tale che la mente può accogliere senza problemi;

2. Regola dell’analisi: tale regola prevede la suddivisione del problema nelle sue parti elementari, in modo che ciò faciliti la soluzione del problema stesso;

3. Regola della sintesi: tale regola prevede il passaggio dalle conoscenze più semplici a quelle più complesse, in maniera graduale, mostrando anche l’interdipendenza tra le conoscenze stese;

4. Regola della enumerazione: tale quarta e ultima regola, prevede che si prendano in considerazione sia quella dell’analisi che quella della sintesi, in modo da essere certi di non omettere nulla.

In poche parole una sorta di controllo generale che permette di verificare se le precedenti regole siano state rispettate correttamente.

Queste sono le famose quattro regole del metodo di Cartesio, brevemente esposte, che si trovano nella seconda parte dell’opera Discorso sul metodo. Ma se ciò concedeva, da un lato, la certezza di utilizzare la ragione, dall’altro non poteva impedire il sopraggiungere di ciò che verrà chiamato il «dubbio metodico».

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