APPROCCIO AL FENOMENO SISTEMA UOMO – Capire dove metterlo – Marco Velati

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Da molti giorni un pensiero mi ha lavorato dentro fino ad emergere. Per capire cosa sia il sistema-uomo non è possibile una osservazione dall’esterno, sia per la impossibilità dinamica di “coglierlo sul fatto” e sia per la impossibilità che una definizione, un modello o anche una spiegazione rappresentino la realtà. Questi due punti sono sia pratici e  sia assiomatici, infatti nella teoria dei sistemi si dice che la soluzione è sempre all’interno del sistema intendendo con questo che sono le possibili combinazioni/relazioni  degli elementi a farla emergere.

E’ fuori di dubbio che se parliamo di relazioni e combinazioni in chiave evolutiva  ci porremo nella condizione  psicologica di definire il sistema uomo nei termini delle sue linee di comportamento col mondo ,quindi  dobbiamo parlare della sua predisposizione, cioè come si pone. Pur riconoscendo i limiti delle schematizzazioni potremmo ipotizzare delle tipologie di comportamento di massima(non  vengono sempre applicate, ma  rappresentano una tendenza) ne elenco tre,ma sono infinite.

-Un comportamento comune  lo potremmo definire ascetico-passivo e che per pochi è  anche contemplativo. Si tende a essere sopraffatti dalla realtà che non si vuole razionalizzare.

– Vi è quello attivo, quando l’uomo  prova/pensa di  esercitare la sua volontà  e si impegna per ottenere qualcosa che ritiene  definitivo. Vi è il credo nella volontà e un forte attaccamento a quanto si ha già imparato

– vi è un’altra modalità quella adattativa nella quale l’uomo si impegna, ma ,avendo una visione più articolata, lascia che la realtà  sia libera di combinarsi e correlarsi così da adattarsi

Il credere che esista una sola definizione dell’uomo porta poi a dire che “se l’uomo è questo, allora…”  significa che esiste la spiritualità, la trascendenza, la volontà  e molti valori assoluti che gli si confanno. Già Bateson aveva messo sull’avviso circa la trappola dei “se…allora”, trappola che implica in termini matematici una estrapolazione,dubbiosa senza premesse in matematica,ma pericolosa per gli eventi umani. Infatti parlando di fenomeni umani a multi-variabilità e ricchi di possibilità di saturazione questa estrapolazione è un azzardo.Con una metafora direi che SE questo animale respira sott’acqua ,nuota ecc ALLORA deve avere le branchie,la vescica natatoria ,le pinne ….ma non è così. L’uomo, per mezzo del pensiero e dei sui meccanismi di rappresentazione  simbolici e  proiettivi  è un  trasformatore e si relaziona ,si adatta e così via. Per essere chiaro non solo in termini sistemici ,ma anche in termini di classi logiche noi non possiamo dedurre un comportamento generale da uno legato a un ambito, un contesto che nel suo divenire è mutevole ,anche se fosse identico a se stesso nel tempo. Due cose identiche ma in tempi diversi generano contesti diversi,ci sono infiniti esempi per questo

Non possiamo definire l’uomo allora? Cito Pirandello:”«Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.»  Ciò che potrei “concedere” ,ed è anche troppo, è il cercar di capire quali siano i nostri meccanismi più comuni, quale sia il nostro processo di apprendimento e di rappresentazione. Queste sono osservazioni da dentro, perchè una visione da fuori aprioristica, cioè l’uomo che studia l’uomo e dice cosa sia , già a dirlo stride.

Anche in questa ricerca d’ordine mentale vi è una trappola, ma anche il raggiungimento di una qualche pacificante conclusione sarebbe momentanea  e di corto respiro.

L’uomo ci può apparire(se lo vogliamo vedere in questo modo) come  un infinito al quale appartengono tutte le forme  che  sono rappresentate potenzialmente,  disposizioni nelle quali egli si potrebbe   venire a trovare, ma che egli comprende/include tutte con la sua vita.

La trappola consiste nel credere che questa potenzialità circa le visioni del mondo sia la sua grandezza,  mentre , in realtà, è il velo che copre la realtà del mondo .

Per contro è l’operato della sua esperienza relazionale  che gli da la reale dimensione della sua posizione nei confronti del Tutto. E’ su questa base di realtà che il sistema-uomo  si deve muovere .

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