Apollo e Dafne: Storia e commento

Una delle prime fonti autorevoli è rappresentata da Le metamorfosi di Publio Ovidio Nasone, poeta latino vissuto intorno al primo secolo d.C.. Qui il poeta descrive le trasformazioni dei personaggi, tra cui quella del mito in esame: la tormentata storia d’amore tra Apollo e Dafne, che per fuggire dal dio diventa una pianta di alloro.

La storia parte con una diatriba tra Apollo e Cupido, il dio dell’Amore. Apollo era riuscito ad uccidere un temibile serpente, Pitone, e Cupido era invidioso di lui. Per vendicarsi, decise di pungere con la freccia dell’amore il dio Apollo e con la freccia dell’odio Dafne, la bellissima ninfa. Ella, però, era contesa tra il dio e un uomo mortale di nome Leucippo, figlio del re dell’Elide.

 

Leucippo, per guardarla mentre faceva il bagno nel fiume con le altre ninfe, decise di travestirsi da donna.

Quel giorno, però, le ninfe decisero di fare il bagno nude e invitarono anche Leucippo a scoprirsi. Così facendo, smascherarono il suo travestimento e lo uccisero. Apollo si liberò così definitivamente del rivale in amore e decise di dichiararsi a Dafne.

Lei, essendo una ninfa amante della sua libertà, non voleva sottostare al volere del dio. Così, dopo il momento della dichiarazione, iniziò a scappare velocemente per non essere raggiunta.

Durante la fuga, chiese aiuto alla madre terra Gea per non cadere nelle mani di Apollo. Gea accolse il suo appello e la trasformò in un bellissimo albero di alloro, separando per sempre i due.  Da quel giorno, l’alloro divenne la pianta sacra al dio Apollo, che ne portò una corona sempre intorno al suo capo. Fonte: https://cultura.biografieonline.it/apollo-dafne-mitologia/

Commento

Gli intrighi amorosi narrati nei miti greci sono sempre testimonianza della loro forte teocrazia antropomorfa.

Nello specifico detto racconto è manifesto dell’eterno dilemma sull’amore e nello specifico su quello non corrisposto. In tal senso, interessante notare come nonostante Apollo fosse un Dio, non riuscì a conquistare la bella Dafne, a testimonianza che l’amore non dipende sempre da una condizione di potere o da un estetica particolarmente presente.

Non starò qui adesso a dire cos’è l’amore. Risulterei banale e quanto mai scontato; anche perché, credo che la vera attenzione vada collocata più sul valore che noi diamo alle relazioni e sul senso di possesso che si prova verso la persona desiderata.

Forse potrà sembrare un paradosso, ma in fondo il mito ci insegna che amare significa anche rinunciare per un bene maggiore. In altri termini: l’amore è amore solo se si sa crocifiggere.

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