ANTECEDENZA DEL POSSIBILE A cura di Marco Velati

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L’antecedenza del possibile  non fa parte  della volontà dell’uomo in quanto il possibile è prodotto del sistema . Questa antecedenza fa parte comunque della relazione sistema-uomo col Sistema-mondo. Questa  potenzialità(parlando di possibile)  è generata/favorita  proprio dalla relazione sistemica.

Contraddico ogni filosofia  che prescrivesse la necessità di un atto di volontà precedente alla decisione dell’atto che la determini, ripeto come questa antecedenza sia del rapporto uomo-mondo ma non sia nel campo della volontà conscia o inconscia.

Peggio ancora sarebbe paragonarla a una sorta di destino o mantra che porti poi l’uomo a compiere un atto di volontà. Se dovessimo accettare questa impostazione né il pensiero sistemico, né una filosofia tradizionale e né una impostazione psicoanalitica potrebbero coesistere e saremmo nel campo dello della spiritualità orientale.

Una spiegazione scientista che portasse l’antecedenza nel campo delle probabilità accontenterebbe la logica ma contravverrebbe ad una visione sistemica umanista.Il calcolo delle  possibilità basate su probabilità è possibile per un limitato numero di variabili e per processi prestabiliti ,non certo per quelli dell’imprevedibilità, e sarebbe quindi  di una classe logica che considera la quantità e non la qualità del  mio ragionamento.

A mio parere l’antecedenza del possibile  mette in crisi la filosofia  occidentale, che  poggia sulla Logica di Aristotele, una Logica “a posteriori” successiva a quella antecedenza e a quel moto a luogo confuse come atti  d’inizio di una volontà, di una potenza.

In seguito Galilei mette in discussione la fisica di Aristotele e anche le  logiche , non però il principio di non contraddizione e va avanti, come  scienziato, rendendo la logica concreta .

Solo con  Heidegger, si fa un passo indietro fondamentale cercando di definire, giocandoci,   il ‘ luogo stesso del sapere, come  “nullo fondamento di una nullità” .

Io dico che  questo nullo fondamento è la  scintilla  che permette, grazie al processo, la visione del  Tutto e delle sue  qualità sistemiche che, relazionate  al sistema-uomo attraverso il suo “scopo”  e con  il moto a luogo ,crea l’antecedenza. Essa acquista senso di precondizione proprio per l’esistenza di un processo di divenire.

Cerco ,attraverso la Sistemica ,di far diventare la metafisica qualcosa di simile a una scienza .Il mio rammarico è che per far questo devo fare delle partizioni relative agli step del processo .  L’antecedenza del possibile è una astrazione operativa da quelh processo che attua l’uomo nel suo percorso evolutivo della conoscenza.  Viene  prima del moto a luogo

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MOTO A LUOGO è quando lo scopo della tua azione è già deciso ,ma gli eventi non si sono ancora manifestati con le loro casualità,le loro contingenze. Non è l’ attesa ,è qualcosa di più perchè è in atto il divenire.E vale più dell’atto che si compirà perchè in quell’atto si è già sviluppato il caso,è storia.Nel Moto a luogo si sentono la possibilità del nuovo,si sentono le possibilità della vita.E’ questo che  ti stimola ed eccita.

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Voglio precisare meglio con una metafora :  il contesto sistemico è un lago ,l’antecedenza è quella combinazione di condizioni e situazioni che permettono al sistema uomo di “considerarlo” elemento fondante dello  scopo per divenire  parte del moto a luogo per la pesca dei pesci.

A voler guardare l’antecedenza è un niente, vorrei dar ragione ad Heidegger se non fosse per tutte  le complicazioni che  lui si porta appresso, a mio parere, caricando di angoscia umana i meccanismi naturali del capire. Non solo in lui , ma in quasi tutti i filosofi  di derivazione “psicologica”, c’è il vizio di anticipare le problematiche dell’uomo alla neutrale analisi del processo conoscitivo.  Ancora una volta ricordo come il sistema sia immanente e come il risultato, la conoscenza, sia una emergenza del sistema che si relaziona col sistema-uomo(con tutte le sue problematiche ) attraverso un processo naturale tipico proprio dell’uomo.

Heidegger con la sua fenomenologia  sfiora la visione sistemica, comprende come l’uomo interagisca con l’Ente attraverso i sensi, si fa incantare, come molti , dal valore del linguaggio. Pur aspettandomi di essere criticato dai conoscitori di Heidegger penso che la ricerca dell’essenza dell’uomo, sottraendolo alla sua quotidianità, sia un’altra trappola mentale che derivi dal vizietto di creare rappresentazioni simboliche, dei feticci che idealizzino ciò che sfugge e ciò che è troppo prosaico per essere considerato “filosofico”

bussolaculturale@hotmail.com

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