ANASSIMENE -L’aria origine e sostentamento della vita

Anassimene insieme a Talete e ad Anassimandro (di cui fu discepolo), fa parte del primitivo contesto dei “milesi” del VI secolo, della Caria in Asia Minore, zona che si distinse nel mondo antico per l’intensa vita intellettuale, economica e politica.

Nonostante pare abbia vissuto poco, riuscì a scrivere un’opera in prosa intitolata: Sulla natura (στη φύση); tuttavia abbandonò l’indagine “astratta” intrapresa da Anassimandro e tornò alla ricerca di un unico principio. A differenza però dell’indagine intrapresa da Anassimandro, Anassimene torna sui passi di Talete cercando un principio materiale che egli individua non già nell’acqua, bensì nell’aria. Detto pensiero si fonda originariamente sul senso comune che l’aria è l’elemento fondamentale per la vita.

A tal proposito secondo Anassimene, l’aria opera a livello cosmico come a livello umano, cosicché essa dà origine al tutto e tiene in vita tanto gli uomini quanto l’universo intero nel suo insieme.

Per spiegare il processo di derivazione degli elementi (terra, acqua, fuoco) dall’aria, egli fa riferimento a due processi contrari: la rarefazione e la condensazione, facendo notare che l’acqua riscaldata, si trasforma in aria, e così via. In questa maniera, le trasformazioni del mondo vengono spiegate come trasformazioni che hanno come causa l’aria.

Il caldo e il freddo sono quindi il risultato di processi quantitativi e qualitativi derivanti da una quantità diversa d’aria; inoltre Anassimene non si limitò a dire che l’aria era il principio di tutto, ma si sforzò e cercò di spiegare il processo (a differenza di Talete), tramite il quale l’aria si trasforma in tutte le altre cose attraverso la rarefazione e della condensazione.

Oltre all’elemento di evidenza sopra citato, è possibile avanzare altre ipotesi sulla genesi di tale intuizione. A tal proposito va evidenziato che l’epoca di Anassimene è fortemente teocentrica e per tale motivo da forza alla sua tesi adducendo che: l’aria si identifica con il cielo che è sede degli dei creatori del mondo.

In conclusione è opportuno far notare qui il grande salto del suo filosofare, attraverso l’introduzione del concetto di quantità e qualità (assenti in Talete e Anassimandro), attraverso un processo che vede la qualità derivare dalla quantità, tematica poi ripresa dai Pitagorici che vedremo successivamente.

Eugenio Merrino

CLICCA E SCOPRITUTTI I NOSTRI FILOSOFI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto